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Louisa May Alcott. Una biografia di gruppo.

prima di copertina_web

Come al solito le Edizioni Jo March sono all’altezza del loro nome!

La lettura di questa biografia si è rivelata molto impegnativa perché la ricostruzione è ampia e articolata, oltre che pregna di informazioni interessanti.

A essere ricostruito è tutto il contesto umano, familiare, sociale, letterario, filosofico, politico in cui Louisa è nata e cresciuta e credo che sia per questo motivo che si sia deciso di cambiare il sottotitolo originale A Modern Biography, in  Una biografia di gruppo.

Di fatto è stata condotta un’analisi molto approfondita delle personalità, tutte straordinariamente eminenti, che Louisa ha incontrato sul suo cammino oltre a quelle che, determinanti, hanno influito direttamente e supervisionato la sua crescita e formazione.

I rapporti e il diretto influsso di Emerson, Thoreau, amici di Bronson, e le insegnanti Margaret Fuller ed Elizabeth Peabody, sono solo alcuni dei tasselli fondamentali che spiegano le molteplici sfaccettature  di Louisa, spugna iper-porosa, come donna e come scrittrice.

La grande incidenza che hanno avuto le figure genitoriali sul suo sviluppo e sulla sua personalità è qui messa in rilievo anche negli aspetti più morbosi e vessatori. Sia Abba che Bronson risultano due genitori molto ingombranti, per motivi completamente opposti, ciascuno a suo modo, con spiccate componenti egoistiche e narcisistiche. Louisa si è trovata dapprima a doverle subire e poi, avendo anch’ella una personalità forte, a provare a contrastarle.

Leggendo questa biografia, Louisa May Alcott è ancora più lontana dall’ideale di scrittrice che nell’immaginario collettivo si pensa abbia composto la saga di Piccole donne. Per comprenderla appieno non si può non tener conto di tutti gli altri romanzi che ha scritto, specialmente le storie gotiche che riflettono le sue paure e la sua rabbia, e considerare Piccole donne come una tappa del suo doloroso percorso.

L’eroina Jo March, in cui generazioni e generazioni di ragazze si sono immedesimate e hanno finito per confondere con l’autrice del libro, è tanto lontana da Louisa quanto le aspettative paterne su di lei.

Il successo la colse di sorpresa perché ella lo aveva scritto “come una sorta d’espiazione dei peccati che credeva di aver commesso nei confronti dei suoi genitori”. Louisa chiamava gli Alcott la famiglia patetica, per far capire l’accento sentimentale con cui  volutamente li avrebbe caratterizzati.

Il finale immancabilmente moralistico serviva a Louisa per far rientrare le sue storie nelle concezioni idealiste del padre.

Il legame a doppio filo di dipendenza che univa Louisa a suo padre era di ricerca della sua approvazione, che ella ha dovuto sempre guadagnarsi, e l’istintivo desiderio di infrangere tutto il sistema di regole da lui costruite come sovrastruttura condizionante e soverchiante la loro coscienza.

Al contrario di Anna, Louisa non fu mai in pace con la sua coscienza, non riuscì mai ad accettarsi e a ottenere il consenso paterno.

Il ritratto che viene fuori di Amos Bronson  da questa biografia è quella di un padre anaffettivo, che ha sicuramente preferito perseguire i suoi ideali trascendentalisti  a scapito persino del provvedere ai fondamentali bisogni primari della sua famiglia, delle sue figlie, e l’aggettivo più frequentemente usato per definirlo è, e non poteva essere che, egoista.

A questo tipo di rapporto con la figura paterna -e all’esperienza patita nella famiglia d’origine- viene fatta risalire la spiegazione del perché Louisa non abbia cercato per sé il matrimonio.

Di contro la madre, che di fatto si era dovuta tirar su le maniche per mandare avanti la famiglia, fare sacrifici, sforzi indicibili e umiliarsi a chiedere prestiti a familiari e amici, era stata da lei idealizzata e santificata; sul suo altare Louisa aveva immolato la sua vocazione a fare di tutto per sollevarla dalle preoccupazioni materiali e sostituirsi a lei, a caro prezzo.

Una vita raminga, piena di insoddisfazioni, mai paga dei risultati e di sé, costantemente alla ricerca di una serenità economica che avrebbe dovuto placare altre esigenze interiori irrisolte e inespresse.

Una personalità complessa, che siamo abituati a considerare circondata dagli affetti domestici ma fondamentalmente sola e recriminante, determinata e dotata di una straordinaria forza di volontà e coscienza del dovere sebbene martoriata da più di un serio problema di salute.

La considerazione finale di questo ritratto è molto amara:

Come tutti, Louisa fu il prodotto della sua esperienza di quella di coloro che l’avevano preceduta. Ma, diversamente da tanti altri, fu incapace di andare oltre la sua storia familiare e di lasciarsi alle spalle gli eventi che da piccola l’avevano segnata. Per tutta la vita provò gli stessi sentimenti e rimase preda delle stesse sofferenze. Piccole donne è l’esempio più amaro ed evidente dello sforzo perenne fatto da Louisa Alcott per dare un volto diverso alla propria storia.

 

 

 

 

Scheda del libro:

Martha Saxton
Louisa May Alcott. Una biografia di gruppo


Isbn: 9788894142891
Pagine: 380
Collana: Christopher Columbus

€ 19,00
Traduzione e cura di Daniela Daniele

Christopher Columbus è la  Collana Jo March che va alla scoperta delle vite, spesso straordinarie, degli autori che hanno creato indimenticabili romanzi della letteratura. Uno di questi romanzi è, senza dubbio, Piccole donne di Louisa May Alcott, un libro ancora oggi letto ed amato. In Jo March critici e lettori hanno però voluto individuare troppo presto l’alter ego immaginario di Louisa, che, in realtà, faticava moltissimo a riconoscersi nella sua eroina più nota e, ancor più, nella famiglia esemplare e unita che aveva costruito intorno a lei. Martha Saxton, al contrario, cerca la verità sull’Autrice lontano dal suo successo editoriale, bensì nelle zone d’ombra della sua produzione letteraria più inquieta, nel profondo e sofferto rapporto con i genitori, in quella sua personalità sfuggente che prese forma sotto la guida dei grandi  maestri del trascendentalismo americano, restituendo di Louisa May Alcott un ritratto intenso e del tutto inedito.


Informazioni sull’autore
Martha Saxton è nata a New York nel 1945. Dopo la laurea in Storia, conseguita all’Università di Chicago, ha svolto lavoro editoriale per la Massachusetts Historical Society e per varie riviste culturali. Nel 1975 ha pubblicato la sua prima biografia, Jane Mans-field e gli anni Cinquanta in America.
Louisa May Alcott. A Modern Biography (1977) le è valso il Boston Globe Book Prize. Dopo un Ph.D in Storia alla Columbia University (1989), ha insegnato Storia americana all’Università di Amherst e pubblicato Being Good: Women’s Moral Values in Early America (2003) e, più di recente, la biografia di Mary Ball Washington, The Widow Washington (2019).

Vi lascio il link della Casa Editrice:

https://www.jomarch.eu/index.php?content=scheda&id=580