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Inseguendo l’amore di Nancy Mitford

Nel primo romanzo del 1945, di Nancy Mitford, in parte autobiografico, l’autrice ci offre un ritratto irriverente dei vizi e delle virtù della nobiltà inglese nella prima metà del nostro secolo: al centro della narrazione si trova la famiglia dei Radlett, signori di campagna dai gusti un po’ eccentrici, presso i quali la nipote Fanny trascorre lunghi periodi della propria infanzia e adolescenza. Nei ricordi di Fanny ormai adulta spicca la cugina Linda, bella, passionale, sventata e coraggiosa: è proprio lei a “inseguire l’amore”.

La seconda guerra mondiale segna la fine di un’epoca, ma non appanna mai l’umorismo irresistibile e la frizzante ironia con cui le stravaganze dei Radlett meritano di essere raccontate.

Recensione

La narrazione è disincantata e briosa ma non riesce a sconfiggere quell’ombra nera che la seconda guerra mondiale decide di gettare sulla storia. L’autoironia che Fanny rivolge agli altri, alla propria madre e agli zii, in particolare lo zio Matthew che si vanta di aver ucciso dei tedeschi a colpi di picconate e tiene appeso il detto piccone in bella vista per ricordo, non manca di usarla anche verso se stessa.

Le due cugine da piccole sono inseparabili seppure dai caratteri completamente diversi: compassata e tranquilla Fanny, irrequieta e romantica Linda.

Su un secondo piano vengono messi a confronto due mentalità e classi sociali tra cui l’Inghilterra si è sempre dibattuta: la nobiltà e la borghesia. E gli Alconleigh sono una delle ultime roccaforti della gentry terriera e il loro mondo costellato di pregiudizi e tradizioni antiche rischia di scoprirsi anacronistico quando si imbatte nella realtà e questo loro lo scoprono fatalmente attraverso i i figli. Fanny registra tutto questo dalla sua prospettiva privilegiata di una maggiore apertura mentale.

Da poco uscita la serie The Pursuit of Love coglie e ripropone la stessa vena ironica e dissacrante che percorre le pagine del romanzo. Si tratta di una miniserie in tre puntate prodotta dalla BBC  che propone uno sguardo potenzialmente interessante sui grandi cambiamenti che caratterizzano la condizione femminile nell’Europa occidentale della prima metà del secolo scorso. La regia è stata tacciata di indulgere a eccessi ed eccentricità gratuita che fanno l’occhiolino allo stile Bridgerton: sfavillante ma inconcludente ai fini dell’approfondimento dei personaggi.

Linda Radlett e Fanny Logan sono due cugine molto unite, ma opposte in tutto. Costrette a seguire le regole di una famiglia aristocratica e fondata sulla tradizione, cercheranno di trovare un nuovo senso di libertà, proprio negli anni in cui un’altra, temibile, costrizione sta per calarsi su di loro: la guerra.

La direzione che prenderanno le loro vite sarà molto diversa e rispecchierà la loro indole. Alla tranquilla sistemazione di Fanny corrisponderà una tormentata e irrequieta vita matrimoniale e sentimentale di Linda che passerà da un amore all’altro fino a trovare quello giusto o quello vero?

La guerra arriverà a gettare un’ombra cupa e minacciosa su tutti offuscando i sogni di gioventù una volta per tutte.

Il piccolo libro di Bridgerton

Titolo: Il piccolo libro di Bridgerton – L’epoca Regency messa a nudo

Autore: Charlotte Browne

Editore: Sonzogno

Traduzione di Elisa Donin

Lunghezza: 173 pagine 

Prezzo: € 12,50

Trama

Le tenute di campagna sono state chiuse e Londra è tornata nel suo pieno, brulicante fervore. Sta per iniziare la stagione. In poche settimane scapoli e debuttanti si giocheranno la possibilità di conquistarsi un futuro felice e un’adeguata posizione. Ogni occasione d’incontro diventa il pretesto per farsi vedere senza mettersi in mostra, per apparire senza ostentare, aderendo a un rigido codice di comportamento che solo i membri dell’élite sanno interpretare. La scelta di un abito, la profondità di un inchino, il movimento di un ventaglio diventano il sottile linguaggio per comunicare inclinazioni e speranze, senza venire meno al decoro. Se anche voi siete tra i milioni di appassionati di Bridgerton, se avete sognato di partecipare alle feste dell’alta società e vi siete interrogati sui rituali di corteggiamento che hanno unito Daphne e il duca di Hastings, questo è il libro che fa per voi. Attraverso le storie dei fratelli Bridgerton, di Penelope e degli altri indimenticabili personaggi, scoprirete gli usi e i costumi dell’epoca e potrete mettervi alla prova con i test che arricchiscono il volume. Spaziando dal galateo ai dettami della moda, dai passi di danza alle leggi non scritte del bon ton, fino ai retroscena della serie tv, queste pagine vi porteranno indietro nel tempo, restituendovi appieno i fasti e i segreti dello sfavillante periodo Regency.

RECENSIONE

Piccola e graziosa guida, molto ben rifinita da un’accattivante grafica, all’Epoca Regency con un riassunto storico, un codice di buone maniere, una raccolta del gergo tipico di quel periodo, pagine rilassanti da colorare, giochi e test improvvisati e ispirati ai personaggi della sfavillante serie tv Bridgerton.

Se è interessante e accurato il quadro dell’epoca tracciato, quanto al contesto di stile di vita e costumi, piacevoli altrettanto sono gli intervalli ludici in cui cimentarsi in fortunose ricerche dell’anima gemella e curiose si rivelano le informazioni strettamente attinenti la serie, la sua realizzazione, oltre che gli approfondimenti storici non sempre scontati.

Si passa da un registro stiloso che strizza l’occhio alla moda stile impero ispirata alla illustre consorte del grande nemico (innominabile) francese, Giuseppina, ai cento modi di annodare la cravatta sfoggiati da Beau Brummel. Se il corteggiamento è un affare terribilmente complicato e delimitato da mille regole e divieti, i test di personalità ci riportano ai giorni nostri con tecniche di conquista e innamoramento sempreverdi.

La colonna sonora riarrangiata, le location, non meno dei giochi di società, l’etichetta, la moda, il linguaggio simbolico del ventaglio per esempio, perfino le personalità di spicco dell’epoca, sono estremamente d’aiuto a inquadrare il contesto epocale e a capire meglio alcune scelte, che a prima vista apparivano azzardate, della produzione.

Un esempio: l’uso delle immagini delle api e delle farfalle abbinate alle due famiglie protagoniste della serie. Sono associate ai Featherington le farfalle, simbolo di incostanza e inaffidabilità e contrapposte alle api, assegnate invece ai Bridgerton, espressione di fertilità e abbondanza e lavoro di squadra.

Consigliatissimo!