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Tipologie di case di campagna inglesi

The Power House, Skinningrove | Alpha Holiday Lettings

Le power house (o great house) sono delle grandi residenze di campagna che hanno lo scopo di mostrare chiaramente tutta la potenza e le ambizioni di potere del suo proprietario, della famiglia che vi abita o della dinastia a cui i proprietari appartengono. Le prime grandi residenze di campagna non fortificate o poco fortificate iniziarono a trarre la loro origine dai castelli tradizionali inglesi durante il periodo Tudor, con esempi come nel caso di Hampton Court

Il denominatore comune di questa categoria di case inglesi era il fatto che esse vennero tutte quante progettate per essere vissute con grande sfarzo e pompa con l’apporto di grandi saloni o aree destinate agli ospiti, condizione necessaria per stabilire e mantenere il potere del proprietario della struttura. Spesso la famiglia del proprietario viveva in spazi ristretti rispetto alla grandezza della villa per vivere.

Durante il XVIII ed il XIX secolo, per gli strati più alti della società inglese, una casa di campagna era utilizzata come luogo di relax, per i fine settimana e per il periodo della caccia, fatto per cui molte di queste case disponevano addirittura di piccoli teatri dove avvenivano delle rappresentazioni.

Una power house, come del resto molte altre abitazioni di campagna dell’aristocrazia dell’epoca, erano ad ogni modo non solo un’oasi di piacere per pochi fortunati; esse erano il centro di un vero e proprio mondo a parte che forniva impiego a centinaia di persone che abitavano nelle vicinanze della residenza i quali, oltre ad un salario fisso ed un impiego praticamente a vita, ricevevano vitto e alloggio per sé e per la propria famiglia, avevano vestiti adeguati e le donne potevano disporre anche di una piccola dote fornita loro direttamente dal proprietario.

Per il costume degli aristocratici di sposarsi solo con persone appartenenti all’aristocrazia e, per evitare che una sola persona potesse divenire erede di un vasto patrimonio, molti proprietari avevano più di una magione di campagna, che visitavano poi a seconda della stagione: quelle in Scozia per la caccia ai galli cedroni, quelle in Inghilterra per la caccia a fagiani e volpi (senza dimenticare una base a Epsom per le corse dei cavalli).

 

A typical Victorian semi-detached house, built about 1890, famous ...

 

Tra le principali tipologie di abitazioni di residenze minori di campagna inglesi si trovano le detached house (case distaccate), cioè case a sé stanti con giardino e le cui mura sono totalmente distaccate dalle case dei vicini. Sull’altro fronte vi sono invece le semi-detached house (semi distaccate) che invece hanno un muro in comune e sono appoggiate l’una all’altra, come nel caso delle moderne villette a schiera. Nel caso in cui una Semi-detached house sia particolarmente grande si può arrivare a chiamarla Mansion (magione) una vera e propria villa, spesso abitata da rappresentanti dell’aristocrazia in campagna.

 

Questo mi fa venire in mente il romanzo di Emily Eden The Semi-Detached House: 

Un casa quasi perfetta - Emily Eden - Elliot Edizioni

 

Il cui incipit è: “L’unico difetto della villa è che è bifamiliare… La villa è grande e di ottima fattura, e vedessi che bei salotti che ha, che giardino d’inverno, e c’è uno splendido prato che scende fino al fiume. Senza contare che è provvista di un muro, una siepe di alloro e ogni genere di sbarramenti strategici per tenere alla larga questi vicini che sembrano impensierirti tanto“.

 

A partire dal Settecento in Inghilterra è poi divenuta diffusissima la Terraced house, la tipica casetta a schiera onnipresente in tutte le periferie delle città. Le Terraced house sono non di rado totalmente identiche l’una all’altra, condividono i muri laterali con le case vicine e sono costruite in lunghe file che producono un piacevole effetto di ordine. Queste case non sono assolutamente care da comprare e sono le tipiche abitazioni della working class inglese.

 

Gli appartamenti vengono chiamati flat, ma anche apartment (quest’ultimo termine viene specialmente usato in America), mentre i condomini sono chiamati apartment tower, flat, block of flats oppure tower block. Quando una casa si trova all’interno di una fattoria (farm) allora viene chiamata farmhouse, oggi spesso affittate ai turisti in cerca del contatto con la natura.

 

What was life like in Victorian London? How safe was it? Was it ...

 

English country house

Chatsworth-House-Rowsley-Derbyshire-Eng

Con il termine casa di campagna inglese (English country house) si intendono edifici di considerevoli dimensioni, che possono essere case o magioni di proprietà di un singolo che possiede le terre attorno alla casa.

Alcune case di campagna sono state edificate come abitazioni simbolo del potere delle famiglie aristocratiche che le possedevano e che per rispondere a questo scopo erano abbellite con la creazione di laghetti artificiali, parchi, riserve di caccia.

Al contrario altre dimore vennero intese come residenze di campagna senza impronte di grandezza o esibizione di potere ma esclusivamente come luogo di ritiro.

 

L’architettura delle case di campagna si è evoluta nel corso dei secoli: inizialmente erano costruzioni perlopiù fortificate che riflettevano la posizione sociale dei loro proprietari come signori del loro maniero.

Il periodo di stabilità garantito dalla dinastia Tudor vide la costruzione delle prime grandi case di campagna non fortificate. La dissoluzione dei monasteri operata da Enrico VIII vide molte ex proprietà ecclesiastiche passare ai favoriti del sovrano che le convertirono in case private di campagna. Perciò diverse strutture di questo periodo divennero residenze private e ancora oggi portano i termini di abbey o priory nei loro nomi. Altri termini per descrivere spesso le case di campagna aventi antica origine sono:

palacecastlecourthallmansionparkhousemanor e place. Vi dice niente il nome Northanger Abbey?

Northanger Abbey (2007) - Trama, Citazioni, Cast e Trailer

Fu nell’ultima parte del regno di Elisabetta I e sotto il suo successore Giacomo I che vennero realizzate ex novo le prime magioni con cui ancora oggi si è soliti descrivere un tipico esempio di casa di campagna inglese. Erano costruite in maniera sfarzosa a causa di una sorta di gara tra possidenti per attirare il monarca a recarsi da loro in visita.

Dal regno di Carlo I, iniziarono a prende piede le forme palladiane con l’uso di torrette e torri. Lo stile palladiano, nelle sue varie forme, interrotto brevemente dal barocco, predominò sino alla seconda metà del XVIII secolo quando le crescenti influenze greche e romane antiche portarono gradualmente al neoclassicismo patrocinato in Inghilterra da Robert Adam (cfr. Kedleston Hall)

Ad ogni modo, gran parte delle case di campagna, spesso passate di eredità in eredità tra borghesi e pari inglesi, sono un’evoluzione di uno o più stili tra facciate e ali in un misto architettonico, spesso a gusto o interpretazione dell’architetto del luogo o sulla base del gusto o delle necessità dei proprietari, spesso usando come pietra di costruzione quella locale. Un bel miscuglio è stato fatto per Waddesdon Manor:

.File: WaddesdonManor.JPG

Il lento declino della casa di campagna inglese coincise non solo con l’aumento della tassazione, ma anche con l’avvento dell’industria moderna che assieme alla depressione dell’agricoltura degli anni ’70 dell’Ottocento ha portano allo spopolamento delle campagne a favore dei centri urbani.

Dal 1880 infatti molti proprietari di ville (che erano legati strettamente ancora al possesso della terra) risentirono dei primi contraccolpi dell’agricoltura che li costrinsero a vendere le loro residenze per provvedere al loro stesso sostentamento. Alcuni cercarono di fare fortuna con attività bancarie mentre altri sposarono ricche ereditiere americane per mantenere le loro case ed il loro stile di vita. Downton Abbey docet.

Amazon.it: The World of Downton Abbey - Fellowes, Jessica ...

 

Il declino vero e proprio ebbe però inizio dopo la fine della Prima guerra mondiale, sia perché le famiglie erano state decimate die loro giovani rampolli sia perché gli enormi costi di manutenzione e per i dipendenti non erano più sostenibili.

La soluzione fu così per molti che si costrinsero a vendere all’asta le loro abitazioni di campagna o venderne addirittura le pietre, i camini e i pannelli.

File: TrenthamBalustrade.jpg

 

Chi era riuscito a conservarla, nonostante tutto, dimostrava di avere così ancora più prestigio.

Nota bene:

Spesso le case di campagna sono confuse con le stately home: la differenza sostanziale tra le due tipologie di abitazione consiste nel fatto che le case di campagna sorgono sempre fuori dal centro cittadino, mentre le stately home possono essere state costruite anche all’interno delle città. Un esempio noto di stately home è Apsley House, l’abitazione fatta costruire nel centro di Londra, presso Hyde Park, dal duca di Wellington ma con tutte le caratteristiche di una casa di campagna. Ora sede del Wellington Museum.

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Nella cultura inglese, i termini “country house” e “stately home” sono però spesso utilizzati in maniera interscambiabile anche se all’origine indicavano costruzioni e destinazioni d’uso diverse.

A questo link potete trovare le migliori case di campagna inglesi:

10 of the Best English Country Houses in Britain

Un libro al giorno: Una ghirlanda per ragazze

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Queste storie sono state scritte per mio personale diletto durante un periodo di forzato isolamento. I fiori che erano mia consolazione e mio piacere mi hanno suggerito i titoli per i racconti e hanno fornito maggior motivo d’interesse al mio lavoro.
Se le mie ragazze troveranno un poco di bellezza e di calore solare in questi piccoli boccioli, la loro vecchia amica non avrà creato la sua Ghirlanda invano.

Un libro al giorno: Garden Party

Nessuna descrizione della foto disponibile.

 

 

E d’altra parte il tempo era ideale. Non avrebbero potuto avere una giornata più adatta per una festa all’aperto se l’avessero ordinata per l’occasione. Senza vento, calda, neanche una nuvola in cielo. Soltanto: l’azzurro era appannato da una leggera nebbiolina dorata come accade sempre all’inizio dell’estate.

Il giardiniere era in piedi dall’alba, aveva falciato e rastrellato i prati finché l’erba e le corone di terra scura dove prima c’erano le margherite parvero risplendere.

Quanto alle rose, sembrava come che sapessero d’essere gli unici fiori che tutti conoscono. A centinaia, davvero, a centinaia ne erano spuntate durante la notte; i cespugli verdi si inchinavano fino a terra come se fossero stati visitati da un arcangelo.

Caravaggio Editore

 

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Caravaggio Editore vuole essere vicina ai suoi lettori facendo loro l’omaggio più gradito, un racconto d’autore.

Gli interrogativi che si pone la casa editrice sono gli stessi che ci poniamo anche noi, da casa.

!Un mese, è passato un mese abbondante da che tutto è iniziato a precipitare, in Italia; e dopo quasi un mese siamo ancora qui a cercare di capire come e quando ne usciremo. Il nostro lavoro, essendo per lo più online, sta andando avanti in tutta sicurezza, ma sorge spontanea a un certo punto la domanda: “E ora cosa facciamo? Dobbiamo andare avanti? Come?”. Ve lo diciamo: stiamo continuando a lavorare su tanti nuovi libri, però non ci sembra opportuno pubblicarli ora. Quanto meno ci lasciamo sfiorare dal dubbio che non sia giusto, adesso, andare avanti come se nulla fosse solo perché possiamo farlo. Magari li faremo uscire tutti assieme a metà aprile, a maggio. Non possiamo dirlo con certezza. È certa solo la volontà di fare del nostro meglio, di offrire il nostro contributo in un momento così difficile, nella speranza che passi il prima possibile e con meno danni (umani ed economici) possibili”.

 

Il modo che Caravaggio Editore ha scelto è allora quello di inaugurazione una collana ideata e diretta da Enrico De Luca @lectorsapiens) intitolata

FRAMMENTI D’AUTORE

che si va ad aggiungere alle altre iniziative sulla solidarietà digitale (che trovate nello store),

In essa saranno proposti brevi racconti di scrittori classici noti e meno noti della letteratura universale, offerti GRATUITAMENTE a tutti i lettori che hanno apprezzato i titoli delle altre due nostre collane (I Classici Ritrovati e le Gemme).

Apre questa generosa iniziativa il racconto di Kate Chopin (1850-1904), considerata da alcuni studiosi una progenitrice delle scrittrici femministe americane del XX secolo:

“Il sogno di un’ora”, curato da Enrico De Luca.

Potrete scaricare il primo e-book della collana (già sono in lavorazione altri titoli) sia sullo store di Caravaggio Editore, che su Amazon e le altre piattaforme digitali che supportano i contenuti gratuiti.

https://www.caravaggioeditore.it/prodotto/il-sogno-di-unora/
https://www.amazon.it/dp/B086HBGR57/

Seguite le prossime uscite, ci saranno novità anche per chi ama la Narrativa contemporanea.

Nel frattempo, buona lettura!

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Un pomeriggio a Orchard House Intervista a Louisa May Alcott di Romina Angelici e Margherita Valery

Intervista a Louisa May Alcott di Romina Angelici e Margherita Valery

 

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Sei passata alla storia come l’autrice di Piccole Donne. Ma il tuo vissuto suggerirebbe che la visione del mondo del reverendo March ti andasse stretta. Che sai dirci di questa dicotomia?

Ho dovuto conviverci una vita! Tutta la vita sono stata dietro alle aspettative che avevano su di me, considerata sempre la pecora nera della famiglia, e mai ho avuto da mio padre la soddisfazione di essere accettata per quella che ero.

 

Louisa May Alcott - Amos Bronson Alcott - Famous Homeschoolers ...

 

C’è un prezzo da pagare per la ribellione, a questo mondo?

Mi è sempre sembrato che Jo fosse emblematica di questo messaggio.

Se ti ribelli all’ordine costituito il prezzo che rischi di pagare è quello di esserne esclusa e restarne fuori per sempre.

A casa mia funzionava così: o ti adeguavi (o facevi finta di adeguarti) alle regole, oppure ti mettevano all’angolo additandoti come un essere spregevole da emendare di tutti i suoi difetti di superbia.

 

La domanda che ci siamo fatte tutte.

No, non perché Marmee non abbia già soffocato col cuscino quel rompiscatole del Reverendo March. 

Perché Amy e Laurie. Perché.

Perché era il finale che vi aspettavate tutte e mi avevate stancato con tutte quelle lettere in cui mi pregavate di far sposare Jo e Laurie.

Dovete ficcarvi bene in testa che per una donna non c’è solo il matrimonio come scopo nella vita!

 

In Piccole Donne, l’educazione non pare avere un ruolo centrale nella vita delle giovani sorelle. Tu hai frequentato scuole superiori?

Io avevo la scuola in casa e con mio padre era una lezione continua. Semmai sono state scuole inferiori, le mie, nel senso di infime, legate a esperienze di bassissima qualità, come il periodo di Fruitland può far ben capire.

In compenso ho conosciuto così tante personalità che entravano e uscivano dal salotto di casa mia che mi facevano girare la testa (anche troppo)

 

Piccole Donne per i soldi, lo sappiamo. Le altre opere perché?

Piccole donne si è rivelata la mia gallina dalle uova d’oro e i libri che sono seguiti, tutti sulla stessa scia, hanno proseguito quel filone d’oro.
Avevi qualche autore inglese preferito? O come tutti noi hai scoperto JA solo con Colin Firth che emerge ignudo dal laghetto?

Amavo Dickens, conoscevo i suoi romanzi a memoria ma poi quando lo incontrai a Londra fu per me la fine di un mite. Era un leziosissimo dandy, vestito in modo sgargiante e chiassoso, del tutto diverso da come lo avevo sempre immaginato.

La signora con l’uomo nudo che nuota nel laghetto la vorrei conoscere perché io andavo a sbirciare Thoreau nei boschi…

 

Andiamo sul pettegolezzo becero. Qualche avventura piccante per la sezione rosè?

Di avventure ne ho avute diverse, pare che avessi un particolare talento per cacciarmi in situazioni scabrose o disdicevoli, ma non ditelo a mio padre altrimenti potrebbe rivoltarsi nella tomba. “Quando andai a servizio” il padrone voleva da me molto più che lucidargli le scarpe e quella volta a Parigi, be’, ero stanca di stropicciare cuscini per Anna Weld: l’ho piantata in asso e me ne sono andata in giro con Ladislaw…

Mi innamorai anche di un giovane attore, sempre più piccolo di me… con il quale appunto non avevo un futuro…

Non so perché, ma avevo un debole per i ragazzi più giovani di me… Oggi non farebbe tanto scalpore!

 

 

Sappiamo che l’azione non ti spaventa, sei stata infermiera in guerra. Qualche aneddoto?

Avrei voluto tanto essere un uomo per andare a combattere ma ho dovuto accontentarmi di lavorare per chi poteva farlo e così sono partita come infermiera. da campo. Durante il mio servizio ho conosciuto un giovane John Sulie, un ragazzo semplice, devoto alla madre… gli stetti vicino fino alle ultime ore della sua vita.

 

Seppi solo dopo al mio ritorno che alla mia partenza, mio padre disse: “E’ partito il mio unico figlio maschio”. Questo vi può far capire chi era mio padre e che considerazione avesse di me. Come potevo venire con un padre così?

 

Facile facile. Garibaldi o Napoleone III?

Beh, ti stupirò… né l’uno né l’altro… Vado su un giovane e romantico Mazzini che incontrai per caso a Londra e mi affascinò con il fervore delle sue idee (e anche altro)!

 

Come andò il soggiorno a Roma?

Durante il mio secondo viaggio in Europa, quello fatto insieme alla sorella May e ad un’amica, ci spingemmo oltre la Svizzera, scendendo in Italia e passando per il lago di Como, Milano, Bologna e Firenze, fino ad arrivare a Roma. Qui, ci stabilimmo per sei mesi in un appartamento di Piazza Barberini dove May prendeva lezioni di disegno e pittura e io cercavo di proseguire la saga di Piccole Donne con una nuova puntata, nel frattempo però ho trovato anche il tempo di posare per un ritratto a olio che mi fece  il pittore George Healy.

Purtroppo il clima spensierato e riposante del soggiorno europeo fu rovinato dalla notizia della morte improvvisa di mio cognato John Pratt: non facevo altro che pensare ad Anna e ai suoi ragazzi e a loro mi sono ispirata nello scrivere Piccoli uomini.

Ho raccontato questa esperienza nel racconto Shawl Straps (Borse da viaggio) dove potrete riconoscermi sotto le mentite spoglie della vecchia zitella Lavinia!

 

Louisa May Alcott – Liber Liber

Cime Tempestose o Jane Eyre?

Dopo aver letto la Biografia di Charlotte Brontë scritta dalla Gaskell sono rimasta affascinata dalla vita della scrittrice inglese (con cui ravvisavo delle affinità

Solo che, nonostante avessi un debole per Jane Eyre, non posso perdonarle “di aver sposato quell’uomo” (che le aveva taciuto di essere già sposato).

 

I libri sono come figli e una mamma non ha i preferiti. Ma il tuo, qual è?

Il primo, Mutevoli umori, quello che si sono rifiutati di pubblicare all’inizio e che poi, una volta diventata famosa, ho potuto riproporre prendendomi la mia rivincita. Nessuno mi ha capito, nemmeno quell’intelligentone di Henry James

 

Hai dei rimpianti, Louisa?

Sì, diversi, non ho fatto la vita che volevo ma quella che il dovere e rispetto hanno deciso per me.

Louisa May Alcott. Una biografia di gruppo” di Martha Saxton ...

 

 

Fonti

 

Martha Saxton, Louisa May Alcott. Una biografia di gruppo, Jo March Edizioni

Romina Angelici, Non ho paura delle tempeste, Vita e opere di Louisa May Alcott, Flower-ed

 

Non ho paura delle tempeste. Vita e opere di Louisa May Alcott ...

Un libro al giorno: Un sacco di benedizioni

Nessuna descrizione della foto disponibile.

 

Quando Dio creò l’uomo
Aveva vicino un sacco di benedizioni;
Versiamo (disse) su di lui quanto più possiamo;
Lasciamo che i beni del mondo, ora sparsi,
Si raccolgano nella durata di una vita.

Poesia di George Herbert

(Barbara Pym, Un sacco di benedizioni).