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Su e giù per le scale di Monica Dickens

Pink Magazine Italia

Quando ami l’Inghilterra, cerchi di studiare da autodidatta la letteratura inglese, praticamente sei di casa a Downtown Abbey e un’amica ti consiglia Su e giù per le scale di Monica Dickens, non puoi non ammettere che ti conosce benissimo!

E infatti lo apro e inizio a leggerlo e scopro che si tratta di un campionario assortito di innumerevoli e insolite situazioni-tipo di cuoche di interni inglesi. Sì, perché quello che ci presenta Monica Dickens è un fenomeno tipicamente inglese, quello di avere una cuoca a servizio, e di conseguenza l’ingenerato brulicante mercato di incontro tra la domanda e l’offerta di questo particolare tipo di lavoro domestico, spesso per il tramite di agenzie e annunci sui quotidiani. L’autrice ci racconta in un memoir la sua esperienza personale attraverso una successione di incontri con datori di lavoro strani improbabili, simpatici, in casi sporadici anche gentili, aprendo allo stesso tempo le porte di…

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Le ragazze di Jane Austen – Nel giorno del suo compleanno

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jane-youngJane Austen, nata il 16 dicembre 1775 a Steventon, nell’Hampshire, già all’età di 12-13 anni (ma è molto probabile anche anteriormente) inizia a scrivere i primi componimenti: raccolti in tre quaderni cui viene dato il titolo di Juvenilia (Volum The First, The Second, The Third), sono principalmente parodie del genere di romanzo allora in voga: quel romanzo sentimentale fatto di amori contrastati, genitori ostili, atmosfere cupe, destino avverso, che tanto dovevano sembrare eccessivi alla sua viva intelligenza  e alla serenità familiare di cui godeva.

Non a caso il primo romanzo ad essere acquistato da un editore (che poi però lo terrà in un cassetto) è Northanger Abbey, parodia del romanzo gotico che contiene l’ambientazione e la caratterizzazione dei personaggi tipici della scrittrice, la quale si era cimentata anche con il genere epistolare di derivazione richardsoniana (Lady SusanLove and Friendship -aveva un debole per il dittongo-Lesley Castle

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Virginia Woolf e i suoi contemporanei

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Questa raccolta curata da Liliana Rampello dimostra come può sezionarsi e moltiplicarsi il ritratto di una scrittrice e di donna vista da diverse angolazioni, ciascuna capace di cogliere aspetti sfuggiti all’altra.

Un gioco di specchi è stato intessuto dalla scrittrice nell’introduzione -che vale da sola il libro tanto estremamente propedeutica e persuasiva-, perché l’immagine di Virginia si riflette nel ricordo dei suoi interlocutori che la rimandano ora con accenti di venerazione, ora di sguardo critico; allo stesso tempo scopriamo cosa lei pensava di loro, in un giro di frase preciso e tagliente come una stilettata dedicato a ognuno.

Come in un prisma che con le sue molteplici facce compone il poliedrico risultato finale, frutto della somma dei singoli apporti, ritroviamo una Virginia differente come zia, sorella, padrona di casa, scrittrice, editrice.

Diversi punti di vista offrono tantissime sfaccettature che ci restituiscono una Virginia Woolf dalla personalità complessa, smentendo giudizi pressapochisti…

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Il fiume della colpa di Wilkie Collins

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Leggere Wilkie Collins è come bere un bicchiere d’acqua fresca tutto d’un fiato  e restarvi incollati in un giorno d’arsura.

Mentre si è intenti a divorare con avidità ogni particolare della storia, ci si rende conto che le varie tessere di quel puzzle si stanno componendo sotto ai nostri occhi in un incastro fatale.

Davanti a un romanzo di Collins non si può fare a meno di riconoscere che si tratta di un prodotto ben confezionato, in cui gli ingredienti di mistero e suspense sono stati magistralmente dosati e il narratore interviene a pungolare e sobillare anche i più sereni d’animo, che un qualche misfatto sta per compiersi ed è in atto un caso complicato che dovrà essere risolto.

Attenzione e interesse del lettore sono abilmente avvinti attraverso un sapiente centellinare indizi veri e falsi che, sparsi qua e là lungo il cammino, dovrebbero condurre alla soluzione del mistero.

Allievo…

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A casa di Jane Austen di Lucy Worsley

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Una miniera inesauribile di preziose informazioni il libro di Lucy Worsley. Considerarla solo una biografia di Jane Austen è riduttivo per questa interessante ricostruzione che attinge il suo materiale da preziosi documenti dell’epoca, oltre che direttamente dalle fonti familiari più vicine a Jane Austen.

Oltre all’approccio, a essere diverso è il metodo con cui si svelano retroscena e particolari nuovi e inediti relativi alla vita e alle opere di Jane Austen, che concorrono a delineare una figura molto più realistica di quell’icona di zitella mansueta e riservata che hanno voluto tramandare i vittoriani. Da questa prospettiva, domestica, quotidiana, suggerita dal titolo, emerge invece il ritratto di una ragazza prima e di una donna poi dal carattere spigoloso, affatto facile, con dei rapporti familiari non così idilliaci come ci hanno voluto far credere i suoi pronipoti per far fare bella figura alla discendenza della casata.

Un altro pregio di questo studio…

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C’è sempre il sole dietro le nuvole. Vita e opere di Jean Webster

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Colpisce subito, insieme all’incantevole copertina fiorita, il titolo scelto per questa biografia che, oltre a essere molto poetico, è altamente espressivo del ritratto che emerge da questo studio dedicato a Jean Webster, alla sua vita e alle sue opere, da Sara Staffolani, edito da Flower-ed.

Lei è, per chi non lo sapesse, l’autrice di Papà Gambalunga che credo molti di noi hanno letto da piccoli, ma di cui si sapeva poco o niente se Sara Staffolani e la casa editrice Flower ed non avessero deciso di facilitarcene la conoscenza attraverso questa illuminata -e illuminante- biografia.

Scorrendo le pagine ben scritte di questa ricostruzione, Sara Staffolani ci consegna il ritratto di una bella persona e di una bella scrittrice, che conquista nella e per la sua semplicità, portavoce attiva di nobili ideali.

Tu credi nel libero arbitrio? Io sì, senza riserve. Non sono per niente d’accordo con quei filosofi che ritengono…

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Daniel Deronda di George Eliot

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Fazi riscopre i classici e riporta alla luce un capolavoro troppo a lungo dimenticato e che merita invece un posto in primo piano sugli scaffali delle librerie. Grazie alla scrittura della sua autrice, George Eliot, una scrittura profonda, mai scontata, pregna di significati e piena, Daniel Deronda deve considerarsi un classico a buon diritto anche perché evade tutti i criteri elencati da Calvino per rientrare in tale categoria, in modo particolare quello di essere una ricchezza inesauribile.

Pubblicato nel 1876, ultimo dei suoi romanzi, Daniel Deronda non esaurisce il soggetto principale della storia nel protagonista eponimo, ma nel grande e placido alveo del fiume della sua vicenda personale -che comunque rimane centro della scena, movente delle altrui azioni- scorrono come rigagnoli, affiancandolo, affluenti esterni rappresentati dalle storie degli altri personaggi di questo imponente dramma.

Seguendo un modulo narrativo caro alla scrittrice, ormai affezionata al suo pseudonimo maschile, in Daniel Deronda

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