La Principessa del Grano di Jean Webster

La storia de La Principessa del Grano, edita per la prima volta in italiano da Flower-ed, si svolge proprio in Italia dove la bellissima figlia di un milionario americano, è giunta per trascorrere la primavera insieme agli zii, Howard e Katherine Copley, in un’antica dimora situata nei pressi di Palestrina. Tra le romantiche colline della Sabina, le visite turistiche a Roma e le feste in compagnia di un’esclusiva cerchia di amici, la giovane Marcia viene subito conquistata dalla magia dell’Italia, terra incantevole e sfondo ideale per una grande storia d’amore. Due uomini dal temperamento molto diverso si fanno infatti strada nei suoi pensieri: Paul Dessart, un aspirante pittore, immaturo e spensierato, e Laurence Sybert, affascinante e tormentato segretario dell’ambasciatore americano. Ma dietro le vite agiate dei protagonisti e i paesaggi idilliaci si celano la fatica e la miseria dei poveri contadini di una nazione che, alla fine dell’Ottocento, è ancora giovane e politicamente instabile. In un gioco fatto di attese, scoperte e fraintendimenti, Marcia dovrà imparare a guardare oltre le apparenze e fare le sue scelte.

Il contesto storico-sociale segnato dalla grave crisi economica e politica che sta attraversando l’Italia è ben presto segnato. Sulla china drammatica degli eventi le vite di alcuni americani rischiano di essere travolte. Sottotraccia al romanzo, che assume quasi l’aspetto di un affresco sociale, si consuma una storia d’amore molto particolare. Un uomo e una donna che non potrebbero essere più distanti, si scoprono ineffabilmente attratti anche a dispetto delle loro stesse convinzioni. Come già segnalato dalla traduttrice e curatrice del libro, Sara Staffolani, ci sono diversi pregiudizi che fanno pensare alla celebre coppia di Orgoglio e Pregiudizio, e che dovranno essere sconfitti, dall’una e dall’altra parte.  

La giovane ereditiera si trova a dover riconoscere l’Amore e operare una scelta. Attorno a Marcia ruotano due figure maschili che non potrebbero essere più diverse: l’artista sognatore Paul Dessart e il concreto e affidabile Mr Sybert.

Le sembrava di essere tirata in due direzioni. Il meraviglioso mondo radioso dei sogni la stava chiamando. E Paul si trovava nel bivio – il ridente, prudente, felice Paul- che le tendeva la mano con un sorriso vincente… Ma nel profondo del suo cuore sentiva il peso del mondo reale – il mondo che significava sofferenza per così tante persone – trascinandole giù il morale e trattenendola indietro. E sullo sfondo vedeva Sybert che la osservava a braccia conserte e un sorriso mezzo canzonatorio…

L’Italia con il suo paesaggio incantevole e i suoi personaggi pittoreschi rischia di fare molto male.

“L’Italia è bella, non è vero?” chiese Marcia semplicemente.

Sì”, concordò lui. “L’Italia è maledettamente bella”.

Conosciamo Jean Webster in una versione matura, la scrittrice ha lasciato le confortevoli mura dell’ambiente studentesco dei college di casa sua per avventurarsi nel mondo. Dotata di versatilità e sensibilità non comuni diventa scrittrice internazionale e cittadina del mondo. Le frequenti citazioni di Henry James immettono la sua opera nel tema internazionale per poi distinguersene per delicatezza e minuzia proprie.

Una lettura davvero sorprendente e avvincente.

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