Louisa May Alcott ai Colli Albani

Louisa May Alcott ai Colli Albani. Fatti, enigmi e curiosità di un breve  soggiorno nella primavera del 1871: Amazon.it: Paolucci, Stefano: Libri

 Questo breve saggio documenta e testimonia l’importante passaggio della scrittrice americana nella zona di Albano, in occasione del suo secondo viaggio in Europa, il primo in Italia.

La ricostruzione dell’itinerario percorso da Louisa May Alcott in compagnia della sorella May e della loro amica Alice Bartlett si affida ad alcuni disparati e preziosi riferimenti che la Alcott ci ha lasciato nel racconto che ne ha tratto (Shawl-Straps o come tradotto in italiano: Lontano!) e nel diario.

La villa dei discendenti di Bonaparte, la Tomba degli Orazi e Curiazi ribattezzata la Tomba dei Quattro enormi Ditali (da cucito!) e la grande fiera con gli artisti venuti da Roma e le decorazioni di fiori di carta e stelle filanti consentono al microstorico Stefano Paoloucci di rintracciare le orme di Louisa ad Ariccia e a Grottaferrata, nonostante queste due località non vengano da lei menzionate.

La villa, il cui giardino nel racconto, un giovane gentiluomo ospitale si offre di far loro visitare proponendo la nobile dimora in affitto (offerta poi declinata dalla più saggia Lavinia, alias Louisa) e il sepolcro  si trovano ad Ariccia, la fiera che secondo quanto scritto da Louisa si sarebbe tenuta ad Alabno, -ravvivata da una comitiva di pittori romani, abbigliati in vari costumi che si recano quassù per inscenare un piccolo carnevale- farebbe pensare alla tradizionale fiera di Grottaferrata che si tiene in marzo in coincidenza con una festa religiosa, il cui segno distintivo dei partecipanti era di adornarsi di fiori di carta proprio come annotato dalla scrittrice.

La presenza di Louisa May Alcott ai Colli Albani, con gli annessi episodi che abbiamo in parte ricostruito, non fa che confermare quanto la nostra storia locale sia non solo ricca e affascinante, ma di indubbio interesse internazionale e ben lungi dall’essere esaurita nella sua investigazione. Particolarmente degno di nota è il fatto che Louisa abbia scritto una parte di Piccoli uomini durante il suo soggiorno ad Albano, come peraltro ha segnalato la biografia di Madeleine B. Stern: “Vicino all’incantevole lago e alle sue rive boscose, Louisa aggiunse un tocco finale ai suoi Piccoli uomini, descrivendo la messe dorata di Plumfield mentre i ciclamini e gli anemoni portavano la primavera ad Albano[1].

L’amore per la propria terra e per la scrittrice americana mi rendono ancora più caro questo piccolo, purtroppo, studio.

Sinossi:

Dopo il travolgente successo di “Piccole donne”, Louisa May Alcott si trova a passare un periodo tutt’altro che sereno. Provata dagli anni di duro sgobbo letterario e afflitta da un recidivo affaticamento nervoso, nella primavera del 1870 decide che è tempo di concedersi una vacanza. Accettando l’invito della sorella minore di accompagnare lei e una sua amica in Europa, Louisa si imbarca in un Grand Tour che durerà oltre un anno e che la porta per la prima volta anche a Roma, dove trascorre tutto l’inverno. Al primo sbocciare della primavera, le tre donne lasciano la città per trasferirsi ad Albano, sui vicini Colli Albani, dove Louisa, tra una passeggiata e una gita a dorso d’asino, continua la stesura di un nuovo romanzo che ha iniziato proprio a Roma: “Piccoli uomini”. Quelle due settimane passate ad Albano e dintorni sono ora al centro di questa avvincente indagine microstorica. Seguendo le poche, vaghe e talvolta enigmatiche notizie che la Alcott ci ha tramandato – specie sotto forma narrativa nel libro di viaggio “Shawl-Straps”, inedito in Italia – l’autore ricostruisce il breve soggiorno della scrittrice americana fino a svelare luoghi, episodi e personaggi locali che mai prima d’ora erano stati individuati o anche solo presi in esame.


[1] Stefano Paolucci, Louisa May Alcott ai Colli Albani, cit., p. 27.

One thought on “Louisa May Alcott ai Colli Albani

  1. Davvero interessante! E pensare che io vivo a pochissima distanza dai Colli Albani (sono di Anzio). Essendo una grande lettrice della Alcott, sapere quanto abbia amato la mia terra mi rende particolarmente orgogliosa 🙂
    Grazie per averne parlato!
    Giada

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