Delitto di una notte buia di Elizabeth Gaskell

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Un libro firmato da Elizabeth Gaskell si riconosce subito da quell’accento di affettuoso interesse con cui l’autrice guarda ai personaggi e l’umana comprensione verso le loro debolezze che dimostra nel narrare le loro vicende, anche le più drammatiche.

 

Il suo amore – così soffocato in uno spazio ristretto- finalmente ruppe gli argini e si riversò su suo padre.

 

Nell’ottima introduzione ci vengono spiegate le vicende dell’individuazione del titolo che per ragioni e politiche editoriali molto crude, Dickens volle e ottenne che fosse un titolo sensazionalistico.

Ben avrei visto, invece, campeggiare in piena copertina, il nome della sua protagonista principale, che fa di tutto per non essere un’eroina ma finisce per esserlo, tanta è la centralità che ella ha nello sviluppo dell’intero libro.

Ellinor non ha alcuna caratteristica volitiva né compie atti straordinari, ammesso che non sia considerato del tutto fuori dalla norma assistere a un delitto in casa propria, ma dimostra una tenacia e una fermezza incrollabili che nonostante i continui malesseri e il progressivo sfiorire della sua giovinezza, alla fine riusciranno ad avere la meglio sul degenerare degli eventi.

Ella incarna “la figura di donna incorniciata da una finestra che ne fissa la soglia psicologica e la dimensione sociale”, scrive Francesco Marroni: subisce le azioni poste in essere dagli uomini che la circondano, dal padre, al promesso sposo, al domestico, in uno stato di perpetua inquietudine, ora dovuta ai rimorsi di coscienza ora al dolore vero e proprio per il suo amore tradito, finché non troverà la sua giusta collocazione.

Nomi, legami familiari, situazioni, richiamano alla mente i contesti che già Mrs Gaskell ci ha abituato a conoscere e a frequentare, senza alcun alone di serenità nostalgica. In questo racconto i suoi continui avvertimenti trattengono il lettore all’erta con un senso di incombente tragedia e di tranquillità definitivamente spezzata.

La marginale parte riservata alla parentesi romana, che Ellinor verso la fine del romanzo si concede accettando l’invito di una vicina di casa per ristabilirsi, coincide con il viaggio fatto dalla stessa Gaskell in compagnia delle figlie nel 1857, nello stesso periodo del Carnevale peraltro.

Roma, come giustamente sottolineato dal prof. Francesco Marroni, che ha curato e tradotto il romanzo, si innesta nella trama generale “come un breve interludio, una nostalgia dell’essere, un segmento di felicità” di cui Gaskell si fa meravigliosa interprete calzandolo indosso alla situazione di Ellinor e provando a donarle un po’ di ristoro dal punto di vista fisico e psichico.

Ma i riferimenti autobiografici non finiscono qui perché nella descrizione delle sofferenze della ragazza, Ellinor, lasciata di punto in bianco dal fidanzato, Mr Ralph Corbet, preoccupato solo di fare carriera, Mrs Gaskell prese in prestito la sorte accaduta a sua figlia Meta, che sempre durante il viaggio in Italia, aveva conosciuto il capitano Hill per poi essere da questi inopinatamente lasciata all’improvviso dopo solo un anno, a un passo dalle nozze.

Fedele alla sua concezione ideologica di un passato che ritorna e ristabilisce l’ordine delle cose in un presente disarmonico,  religiosamente fiduciosa in un senso di giustizia superiore, Mrs Gaskell ha preparato un altro dei suoi affreschi della società inglese di metà Ottocento, presentandolo con tutta la perizia realistica  di cui è capace per analizzare sia la veste pubblica che il foro interno dei suoi personaggi.

Ribadisco che l’introduzione è magistrale e accompagna e guida la lettura in modo egregio. Suggerisco di leggerla dopo il libro.

Segnalo anche la pregevole traduzione di Mara Barbuni.

Scheda del libro:

 

Delitto di una notte buia appare a puntate per la prima volta tra il gennaio e il marzo del 1863 tra le pagine del periodico «All the year round» grazie all’entusiasta approvazione di Charles Dickens.

Ford Bank è una cittadina nella quale Edward Wilkins esercita la professione di avvocato come il padre prima di lui. La capacità affabulatoria e l’acuta intelligenza gli permettono di avvalersi della simpatia dei nobili locali benché questi ultimi non considereranno mai l’avvocato un loro pari. Sconvolto per la morte della moglie e della secondogenita, Mr. Wilkins riversa ogni attenzione nei confronti della figlia maggiore, Ellinor. La vita della ragazza sembra perfetta: è innamorata del giovane Mr. Corbet, uno studente di Giurisprudenza brillante e ambizioso; tutto le sorride, al punto da non accorgersi dell’evidente stato di decadenza del padre, il quale, sentendo il peso dell’inadeguatezza sociale e del proprio fallimento, riversa i suoi malumori in vizi, lussi e alcolici. Tutto si ferma una notte, una notte buia durante la quale Ellinor assiste a un delitto. E sarà proprio questo evento a sconvolgere drasticamente la sua vita ribaltando l’ordine di ogni cosa.

Con un ritmo dolce ed elegante Elizabeth Gaskell accompagna il lettore in un racconto appassionante con una protagonista femminile in cui si concentra una forte carica emozionale.

 

 

 

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