Miss Austen di Gill Hornby

Neri Pozza Editore | Miss Austen

 

Una baldanzosa Cassandra, ormai alle soglie dei settant’anni, parte alla ricerca delle lettere inviate da sua sorella Jane alla famiglia Fowle, legata agli Austen per diversi motivi.

Il titolo avrebbe dovuto farmi pensare subito che non di una biografia seppure romanzata di Jane Austen si trattava, bensì della sua sorella maggiore, colei che del resto aveva diritto a tale appellativo.

I tentativi maldestri di recuperare quello che per Cassandra è un bottino prelevandolo da cassapanche altrui ci dicono poco in realtà su Jane Austen, o almeno inizialmente. Poi la storia entra nel vivo, o meglio, attraverso una serie continua di flash back, inizia la spola tra gli anni della giovinezza delle due sorelle Austen e il presente (1840). Il legame tra Cassandra e Jane viene mostrato nella sua indissolubilità e riservatezza e come tale assolutamente da preservare.

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La loro giovinezza non è stata delle più spensierate sia per gli eventi che l’hanno segnata sia per il continuo senso di minaccia incombente sul loro futuro: Cassandra ritorna spesso sulla fase più critica della loro vita insieme, quella delle speranze appena nate e subito deluse, delle incertezze, della precarietà e dei momenti più bui, ma ciò nonostante, le brevi incursioni che compie Jane con il suo spirito e la sua brillantezza regalano una boccata d’aria fresca al racconto. Le lettere recuperate, ricostruite dall’autrice, sono molto verosimili e sembrano proprio avere il suo stile.

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La fotografia della famiglia Austen naturalmente perde appena quella patina di perfezione che i pronipoti vittoriani le avevano voluto conferire ma la stessa Jane non avrebbe gradito simili ritratti, poco credibili. Cassandra da parte sua esce un poco dall’ombra ingombrante della sorella famosa e reclama sentimenti, emozioni, desideri repressi, una vocazione al sacrificio e al dovere a lungo repressi.

Tutto sommato, una biografia romanzata ben scritta.

 

Sinossi:

Nel marzo del 1840, Cassandra Austen decide di recarsi nel vicariato di Kintbury, nel Berkshire, in visita a Isabella Fowle figlia del reverendo Fulwar Craven Fowle e di Eliza Lloyd, amica di vecchia data di lei e di sua sorella Jane. Il viaggio in carrozza dalla sua casa di Chawton a Kintbury è scomodo e alquanto dispendioso, ma è quanto mai opportuno. Isabella Fowle si trova nella triste condizione, già nota a Cassandra, di dover abbandonare la casa in cui è vissuta fin dall’infanzia. Con la morte del vicario padre, la donna è rimasta infatti orfana di entrambi i genitori e, dal momento che non si è maritata, priva com’è di eredi maschi, dovrà lasciare il vicariato nelle mani di un certo Mr Dundas. Recare una parola di conforto in simili circostanze è, per Cassandra, doveroso. Non è, tuttavia, la sola ragione che la spinge a Kintbury. Vi è un altro, fondamentale compito che la sorella di Jane Austen deve assolvere. Un tempo, lei e Jane avevano inviato diverse missive personali a Eliza, lettere che ora possono trovarsi ancora in qualche dimenticato cassetto a Kintbury, col rischio di cadere in mani sbagliate. Cassandra è l’esecutrice letteraria della sorella, la protettrice del suo lascito. Nel tempo che le rimane, farà tutto quanto in suo potere per cercare e distruggere qualsiasi prova possa compromettere la reputazione di Jane. Quello che, tuttavia, Miss Austen non ha previsto giungendo a Kintbury, è l’ondata di nostalgia che la travolge non appena varca la soglia della canonica. La prima volta che vi ha messo piede era infatti una giovane gentildonna con indosso il suo abito più bello. Promessa sposa di Tom Fowle, fratello di Fulwar, era stata accolta dalla famiglia al completo e dall’intera servitù schierata in solenne ammirazione… Basato sulla corrispondenza privata tra Jane e Cassandra Austen, Miss Austen non soltanto rivela il rapporto di profondo affetto che ha legato la più amata delle scrittrici inglesi alla sorella maggiore, ma, attraverso lo sguardo inedito di Cassandra, getta una luce nuova sulla vita dell’autrice di Orgoglio e pregiudizio.

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