Archivio | maggio 2020

Ricordi d’Italia (1860) di George Eliot

LaVitaFelice.it

 

Il viaggio in Italia, il secondo, compiuto da George Eliot e George Henry Lewes, è di quelli che dividono la vita in due “tali sono le idee che suggeriscono e le nuove vene d’interesse che aprono”. Questo per dirlo con le stesse parole della scrittrice che nei suoi appunti di viaggio riporta precisamente luoghi geografici e d’interesse visitati nel Bel Paese.

Con un occhio artistico abbastanza diverso da quello moderno, George Eliot è una turista piuttosto difficile, pronta a farsi emozionare da un paesaggio al tramonto piuttosto che dalla magnificenza delle sculture di Michelangelo. Ma su questo è già stata criticata da voci più autorevoli, come Chesterton e Henry James.

Non è tanto che per lei l’Italia è poco più di un vasto museo, quanto evidente appare la ricerca da parte sua di esperienze, di emozioni, forse di ispirazioni. Ecco perché il suo viaggio in Italia si configura come una versione del Grand Tour modellata dal Romanticismo inglese, basata sul sogno e sul trasporto.

Se Roma è una scoperta continua e un museo a cielo aperto, sempre alla ricerca di convalidare le aspettative formatesi sui libri di studio, l’attraversamento delle Alpi che aprono e chiudono il libello, colpiscono per il loro effetto dischiusivo e maestoso.

 

L’aria tagliente contribuiva fortemente al senso di novità: ci eravamo del tutto lasciati alle spalle il nostro mondo quotidiano, convenzionale, e stavamo facendo visita alla Natura nella sua residenza privata.

 

L’arrivo a Torino offre subito una vista grandiosa delle montagne innevate e poi proseguendo per Genova, la Superba, in un caldo e luminoso mattino di primavera, ritrovando la stessa immagine di ben undici anni prima (1849).

A Pisa vengono sorpresi da quel primo scorcio della cattedrale, con la torre pendente da un lato e il battistero dall’altro, il verde tappeto erboso sotto.

L’arrivo a Roma è sulle prime deludente e non corrisponde alle aspettative e la prima sera si conclude con un malinconico senso della probabile relazione tra la Roma visitata e la Roma da scoprire.

La vista del Colosseo e del panorama del Foro in direzione dell’Arco di Tito assomiglia fortemente a quel misto di grandezza in rovina e di vita moderna che aveva immaginato. Anche a San Pietro, soprannominata una millenaria Nuova Gerusalemme, ricercano il panorama salendo sulla cupola ma è la Cappella Sistina a essere definito uno degli affreschi più meravigliosi al mondo.

Le gite in carrozza a Villa Doria Pamphilji, Villa Albani e a Frascati sono ricordate perla bellezza dei giardini e del paesaggio circostanze e i momenti di pace e immersione nella natura che regalano.

Il 30 aprile arrivano a Napoli la cui vista da Posillipo, sotto un cielo azzurro e il profilo del Vesuvio viola, è incantevole.

L’anfiteatro di Pozzuoli, il museo Borbonico, la visita nella città silenziosa di Pompei, lasciano ricordi indelebili, come anche la gita a Paestum il cui tempio di Nettuno “è la cosa più bella, credo veramente, che avessimo visto fino ad allora in Italia” per la sua grandiosità e i requisiti di perfezione classica.

Il ritorno a Firenze, che li accoglie in modo aperto e solare, li rinfranca offrendo alla loro ammirazione i marmi rosati del campanile, le paradisiache porte del battistero e l’austerità dei palazzi rinascimentali. Le statue di Michelangelo, famose in tutto il mondo, conservate nelle tombe dei Medici, vengono considerate “affettate ed esagerate negli originali quanto lo erano nei calchi e nelle copie”.  Palazzo Pitti e gli Uffizi gareggiano in varietà di tesori esposti.

Siena, Bologna, Padova, strappano brevi annotazioni finché l’itinerario fa sosta a Venezia, tappa obbligata. Piazza San Marco è un centro di meraviglie architettoniche di cui il palazzo ne è il coronamento. Accanto alle opere di Tiziano e Tintoretto, è la Laguna a dare spettacolo:

 

Eravamo usciti una notte in Laguna, mentre il sole stava tramontando, e l’ampia distesa d’acqua era imporporata dalla luce colorata di rosso. Mi sarebbe piaciuto che durasse per ore; è quel tipo di spettacolo in cui potevo con maggior prontezza dimenticare la mia stessa esistenza e sentirmi dissolta nella vita generale.

 

La breve sosta a Verona visitata in generale andando in giro con la carrozza risultò estremamente gradevole mentre la pioggia rovinò la seconda visita a Milano i cui piaceri più grandi furono tratti dalla Galleria di Brera e dalla Biblioteca Ambrosiana più che dal Duomo.

Passando per Como e la stupenda Bellagio si inerpicano per il passo dello Spluga chiudendosi definitivamente alle spalle l’Italia il giorno 21 giugno.

Pochi giorni dopo, il 2 luglio 1860, George Eliot scriveva all’amica Sara Hennell che il viaggio fatto era stato indicibilmente piacevole. L’esperienza poteva quindi dirsi riuscita.

 

 

Scheda libro:

 

Ricordi d’Italia (1860).

George Eliot

A cura di Franco Venturi

Traduzione di Sara Grosoli

Testo inglese a fronte.

Edizioni La Vita Felice

Milano 2020

 

Sinossi:

«Ricordi d’Italia» è l’opera scritta da George Eliot al suo ritorno dal viaggio in Italia del 1860 e che raccoglie le sue impressioni entusiaste sul nostro Paese. L’importanza di questo viaggio per la Eliot è subito evidente dalla narrazione dei tre mesi di esperienza italiana. Gran parte dello scritto si occupa della grandiosa arte vista assieme al compagno, il filosofo e critico George Henry Lewes; ma la raccolta comprende anche alcune parti della sua corrispondenza, che restituiscono una chiara visione della passione dell’autrice per altri aspetti della vita e della cultura italiana.

 

Mogli e figlie di Elizabeth Gaskell

Amazon.it: Mogli e figlie. Una storia di tutti i giorni - Gaskell ...

 

I classici sono quei libri che non ti stanchi mai di rileggere, diceva Calvino.

Mogli e figlie è indiscutibilmente un classico e l’opera migliore di Mrs Gaskell. Se la sua prima lettura è un’esperienza emozionante, la seconda costituisce un arricchimento personale.

Quando il fine ultimo di scoprire la trama diventa secondario, ogni pagina e ogni riga apportano particolari nuovi e importanti.

I personaggi, anche quelli secondari, sono caratterizzati con uno studio psicologico approfondito che ne mostra sfumature solitamente trascurate, ma straordinariamente veridiche. Accanto a figure del calibro di Cynthia, un’eroina che spicca per la sua singolare estraneità ai canoni ma proprio per questo invoca a pieno titolo il ruolo di coprotagonista, ve ne sono molte altre che partecipano in primo piano alla storia e si distinguono per le loro caratteristiche peculiari, adeguatamente valorizzate.

Come non finire per voler bene allo Squire Hamley che suole ripetere essere di quelle persone che abbaiano ma non mordono? Come non sorridere dei bisticci verbali tra le due sorelle Browning che tanto somigliano alle Jenkins di Cranford? Di pregio i dialoghi che fanno risaltare l’ironia di Lady Harriet tanto quanto l’antipatia suscitata dai modi viscidi di Mr Preston.

Come nella vita reale, i personaggi del libro compiono anche una loro evoluzione e maturazione, purtroppo spesso a causa del dolore e della sofferenza, e con altrettanta verosimiglianza spiccano le qualità brillanti dell’uno accanto alla solidità morale dell’altro.

Se Molly non fosse stata totalmente leale verso la sua amica, avrebbe reputato un po’ stancante questa costante brillantezza, sprigionata nella vita di ogni giorno; non era come la quiete assolata di un placido lago, ma piuttosto come lo scintillio delle schegge di uno specchio infranto, che confonde e disorienta. 

Wives & Daughters: Amazon.ca: Francesca Annis, Ian Carmichael ...

Inoltre il romanzo, il cui sottotitolo non a caso è proprio “Storia di tutti i giorni”,  è un perfetto affresco sociale, pieno di dettagli di vita quotidiana, nella sua dimensione domestica, privata e pubblica, elementi che diventano anche simbolici  come il telaio di Mrs Gibson che fa le sue comparse strategiche in salotto o il pasto preferito di Mr Gibson a base di pane e formaggio, o gli eventi punto di snodo della trama, come i ricevimenti alle Torri, che aprono e chiudono la narrazione in una sorta di sua interna circolarità.

Leggendo la storia di Mogli e figlie ci si accorge che a raccontarla è una madre, una moglie, una donna saggia, comprensiva, e dolce; si percepisce il senso di attenzione materna  e una naturale attitudine al consiglio apprensivo.

Questioni delicate come l’onorabilità femminile contrapposta al prestigio maschile vengono trattate con una cura attenta dei possibili risvolti umani, prima ancora che sociali, nello stesso capitolo in cui magari si discute di quali abiti e cuffiette indossare per apparire presentabili. Sullo sfondo, il progresso rappresentato dalla scienza e dalla rivoluzione industriale non può essere ignorato.

Questa è la vita, questo è il mirabile esempio di romanzo aderente al vero che anche nel suo finale riproduce il silenzio sordo di un’interruzione così brusca provocata dal feroce irrompere della morte.

Mogli e figlie. Una storia di tutti i giorni (Italiano) Copertina flessibile – 31 luglio 2015

Sinossi

Nel maggio del 1864, in una lettera all’editore George Smith, Mrs. Gaskell raccontò di avere in mente la storia di Molly e Cynthia, due giovani donne di spirito opposto, l’una generosa e sensibile, l’altra frivola ed esuberante, unite dal destino per via delle seconde nozze tra i rispettivi genitori. Sarebbe stato il soggetto del suo ultimo romanzo, “Mogli e figlie”. La rivista «Cornhill Magazine» ne iniziò la pubblicazione a puntate già dall’agosto di quell’anno fino al gennaio del 1866. Ma l’opera, alle battute finali, si interrompe e non potrà mai essere completata. Hollingford è il palcoscenico di una comunità affiatata e pettegola, di un’umanità quantomai variegata che cerca di affermare la propria identità in un’Inghilterra protesa verso un inarrestabile progresso sociale e scientifico. Tra i salotti della piccola borghesia e le sontuose dimore della nobiltà, Molly Gibson, affronta le difficili prove della crescita, affermando la propria individualità, imparando a bilanciare risolutezza, volontà e sentimento, per divenire l’ultima eroina alla quale Elizabeth Gaskell chiese di mostrare ai suoi lettori quanto basti “una storia di tutti i giorni” per rappresentare la vita.

Scheda del libro:

  • Copertina flessibile: 688 pagine
  • Editore: Jo March (31 luglio 2015)
  • Collana: Atlantide
  • Lingua: Italiano

 

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La collina di Devi di E. M. Forster

La collina di Devi

L’affascinante descrizione delle due visite che Forster fece dello stato indiano di Dewas Senior nel 1912 e nel 1921. Formato da lettere, ricordi e commenti, è un libro che trasmette tutto l’interesse, la curiosità e il divertimento suscitati in Forster dalla sua esperienza in India. Al centro del libro il Maharaja di Dewas un personaggio complesso e sensibile; Forster ne divenne segretario. Un episodio avvenuto durante il suo soggiorno ebbe un profondo effetto su Forster e gli ispirò l’intera parte finale di Passaggio in India.

 

Interessante resoconto della permanenza di Forster come segretario personale del Maharajah di Dewas in India. Il rapporto personale di stima tra due uomini si intreccia con usi e costumi di un Paese molto lontano dalle tradizioni inglesi ed europee in generale. La raccolta e il commento da parte dello stesso Forster delle lettere inviate in quel periodo ad amici e familiari in Patria gli servirà da base per iniziare la composizione di Passaggio In India.

Un libro al giorno: Hotel Bella Vista

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È una pazzia credere che i periodi vuoti d’amore siano gli spazi bianchi di un’esistenza di donna. È anzi vero il contrario. A raccontarlo, cosa rimane di un legame appassionato? L’amore perfetto sì racconta in tre righe…
Finito l’amore arriva una bonaccia che fa resuscitare gli amici, i passanti, tanti episodi quanti ne può contenere un sogno ricco di personaggi, dei sentimenti normali come la paura, l’allegria, la noia, la coscienza del tempo e del suo fuggire… Io allora non sapevo che avrei dovuto invece prenderli come intermezzi più romantici di ogni mio intimo dramma.

Un libro al giorno: L’importanza di chiamarsi Ernesto

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L’importanza di chiamarsi Ernesto, Atto I
– Non ho ritenuto educato ascoltare, signore.
– Peggio per te. Io non suono con precisione -chiunque riesce a suonare con precisione- ma io suono con un’espressione incantevole… La scienza la riserbo alla Vita – Sì, signore
– E a proposito di scienza nella Vita, hai preparato i tramezzini coi cetrioli per Lady Bracknell?

Un marito ideale, Atto II

Caro Robert, è una brutta storia. Molto brutta, davvero. Avresti dovuto dire tutto a tua moglie. I segreti con le mogli degli altri sono un lusso necessario alla vita moderna: così almeno mi dicono al circolo quelli che sono abbastanza anziani per saperne più di me. Ma nessuno dovrebbe nascondere la minima cosa alla propria metà, tanto lei immancabilmente finisce con lo scoprirla. Le donne hanno un intuito meraviglioso. Scoprono proprio tutto, meno le cose evidenti.

Il ventaglio di Lady Windermere, Atto III

 

Oh! Il pettegolezzo è una cosa deliziosa! La storia non è che pettegolezzo. Ma la diffamazione è un pettegolezzo reso noioso dalla morale. Ora, io non moralizzo mai. L’uomo che fa della morale è ipocrita, la donna che fa della morale è sicuramente brutta. Non c’è niente al mondo che si adatti così male a una donna come una coscienza non conformista. E sono lieto di poter affermare che la maggior parte delle donne lo sa.

 

Una donna senza importanza, Atto I

Miss Worsley, in Inghilterra non si usa che una ragazza parli con tanto entusiasmo di una persona dell’altro sesso. Le donne inglesi nascondono i loro sentimenti fin dopo il matrimonio. Poi li scoprono.

 

Un libro al giorno: Lettere di Jane Austen

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Che bel tempo che abbiamo! Forse non molti appropriato il mattino presto, ma molto piacevole all’aperto nel pomeriggio, e molti salubre – almeno tutti immaginano che sia così, e l’immaginazione è tutto. (L 11 del 1798, a Cassandra da Steventon)

Un libro al giorno: Viaggio in Francia in automobile

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L’automobile ha restituito al viaggio il suo incanto. Liberandoci di tutte le costrizioni e i contatti del treno… Primo fra tanti piaceri ritrovati è vil gusto di prendere una città alla sprovvista, giungendovi di soppiatto per vie secondarie e percorsi non segnalati cogliendo qui un aspetto intimo del passato, là un profilo nascosto da cinquant’anni e più dietro il brutto sipario delle massicciate la mole di ferro di una stazione comune.

Un libro al giorno: L’assenteista

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L’Assenteista la più lunga delle storie irlandesi di Maria Edgeworth, è una vibrata protesta contro il “landlordism” latifondista che conduceva una vita di lusso e stravaganze a Dublino e a Londra mentre i disgraziati affittuari erano vittime di amministratori ladri e prepotenti.

Ruskin ha dichiarato:”Imparerete assai meglio la politica dell’Irlanda leggendo l’Assenteista che non migliaia di pagine di libri-blu” sullo stesso argomento.

 

– Già, chiunque venga via dall’Irlanda deve ereditare un’immensa fortuna quando qualcuno viene a morte – commentò Sua Grazia. – ma al momento che cosa posseggono?
– Ventimila sterline all’anno…
– Io non so nulla di loro, non ho conoscenze fra gli Irlandesi. Torcaster sa qualche cosa su Lady Clonbrony, che ha trovato modo di attaccarglisi; ma io gli ho raccomandato di non compromettermi con loro. Positivamente non potrei allargare la cerchia delle mie conoscenze con nessuno e meno ancora con questo genere di persone.

(Capitolo 1)