William Morris

William Morris (Walthamstow, 24 marzo 1834 – Hammersmith, 3 ottobre 1896) è stato un artista e scrittore britannico. Fu tra i principali fondatori del movimento Arts and Crafts. 

 

William Morris era il terzo dei nove figli di Emma e William Morris, un ricco mediatore. Frequentò il Marlborough College e quindi la Università di Oxford, dove venne a contatto con il pensiero di John Ruskin ed incontrò Dante Gabriel Rossetti. Ad Oxford conobbe inoltre sua moglie, Jane Burden; donna di estrazione popolare, considerata l’incarnazione della bellezza non solo da Morris ma anche dai suoi amici preraffaelliti, per la sua pelle candida, la sua languida silhouette e la sua folta chioma corvina. Da lei Morris ebbe due figlie, Jane detta Jenny e Mary detta May.

 

Tra le opere migliori di Morris pittore, c’è La bella Isotta (1858-1859) che è anche forse il più famoso: la modella per Isotta è sua moglie appunto, e probabilmente il dipinto costituì l’occasione per l’inizio della loro relazione. Galeotto, si dice!

Dopo aver lasciato Oxford, Morris entrò a far parte di uno studio d’architettura ma si rese conto presto di essere maggiormente affascinato dalle arti applicate. Con l’aiuto dell’amico Webb costruì la Red House a Bexleyheath nel Kent, come dono di nozze a Jane.

 

 

La Red House (Casa Rossa) di Upton, nel Kent, da lui arredata ma realizzata dall’amico architetto Philip Webb nel 1859 è considerata da molti, per la semplicità dei volumi e l’abbandono dei canoni classici, la prima opera anticipatrice dell’architettura moderna. L’architettura ebbe inoltre un’importanza rilevante nell’avvicinamento di Morris al socialismo. Morris e sua figlia May furono tra i primi socialisti inglesi e lavorarono con Karl Marx e Friedrich Engels per far attecchire il movimento in Inghilterra dove, nel 1884 fondò la Socialist League.

Morris rimase a lungo in contatto con gli amici di università e con essi fondò la confraternita dei preraffaelliti. Della generale dottrina estetica, Morris abbracciò soprattutto il rifiuto dell’ingerenza industriale nella decorazione e nell’architettura, caldeggiando il ritorno dell’artigianato e del lavoro manuale per riconferire agli artigiani il rango di artisti.

 

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L’ arazzo Flora è stato progettato da William Morris (1834-1896) e Edward Burne-Jones (1833-1898) nel 1885. Raffigura Flora, la dea dell’abbondanza, che incarna l’estate, a piedi nudi in abiti fluenti con una corona tra i capelli . Tiene in mano fiori freschi e possiamo vedere l’intricato sfondo floreale, ispirato alla tecnica decorativa medievale nota come Mille Fleurs (mille fiori), che dimostra l’ammirazione degli artisti per l’arte pre-rinascimentale. Sull’arazzo è inciso il seguente versetto tratto da Poems by the Way di William Morris, magnificamente reso in stile gotico:

io sono l’ancella della Terra • medito fiera il suo abito glorioso • e la abbellisco nei suoi giorni di allegria …

Nel 1861, Morris fondò l’azienda Morris, Marshall, Faulkner & Co. con Rossetti, Burne-Jones, Madox Brown e Webb e per tutta la vita lavorò ai progetti di questa azienda che favoriva la rinascita dell’artigianato nelle sue forme più tradizionali come la pittura su vetro e su carta da parati (i motivi da lui creati sono tuttora un marchio concesso, su licenza, alla Sanderson and Sons and Liberty di Londra).

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Dopo la parentesi socialista, Morris e Rossetti affittarono una casa in campagna, Kelmscott Manor nell’Oxfordshire. Dopo il ritiro dalla scena politica, Morris si divise tra la sua attività aziendale, la sua casa editrice e l’attività di scrittore. La casa di campagna fu anche teatro della relazione tra l’amico Rossetti e la moglie Jane, che lo portò a cercare conforto nell’amicizia con Georgiana Burne-Jones.

A Kelmscott Manor Morris dimorò dal 1871 fino alla sua morte nel 1896. Oggi è di proprietà della Society of Antiquaries di Londra ed è aperta al pubblico il mercoledì e il sabato durante l’estate.

Morris trasse grande ispirazione dall’autenticità incontaminata dell’architettura e dell’artigianato della casa e dal suo rapporto organico con la sua ambientazione, in particolare il suo giardino. The Manor è descritto nell’opera di Morris News from Nowhere . Appare anche sullo sfondo di Water Willow , un ritratto di sua moglie Jane Morris , dipinto da Dante Gabriel Rossetti nel 1871:

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Dopo la morte di William Morris nel 1896, il maniero continuò ad essere occupato dalla sua vedova, Jane Morris (che lo acquistò nel 1913) e, successivamente, dalle sue figlie. May Morris morì nel 1938 e lasciò in eredità la casa all’Università di Oxford, a condizione che i suoi interni fossero preservati e  al pubblico fosse concesso l’accesso. L’Università non fu disposta a conservare la casa come “un pezzo da museo” e nel 1962 passò la casa e la terra alla Society of Antiquaries. 

 

L’arredamento interno oggi è sostanzialmente quello di Morris e comprende molti dei suoi famosi motivi tessili e gran parte dei suoi mobili. C’è una mostra dei suoi disegni tessili, molti dei suoi libri originali e una collezione di stampe e ulteriori opere dei suoi compagni preraffaelliti.

Alla sua morte, nel 1896, venne sepolto nel cimitero di Kelmscott.

 

One thought on “William Morris

  1. Pingback: William Morris e Art & Craft: arti e mestieri vittoriani

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