Buon compleanno Louisa

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Il 29 novembre,  “il mese più triste dell’anno”, come , l’ebbe a definire la stessa Louisa, ricorreva il suo compleanno (e quello di suo padre).

Ormai sappiamo che Louisa non era l’autrice tanto buona e cara che per decenni è stata considerata per aver scritto romanzi per ragazzi infarciti di insegnamenti morali ed edificanti sentimenti.

O meglio, non è solo quello, perché Louisa aveva ben sperimentato nella sua vita, da ragazzina specialmente, che solo di filosofia e pedagogia non si poteva campare e in lei finirono per convivere l’ardore per gli ideali del padre e lo spiccato senso pratico della madre. Ecco perché Louisa era capace di comporre una storia strappalacrime natalizia con la stessa credibilità di un racconto di terrore: tutto purché potesse scrivere ma anche guadagnare. Le due cose in lei procedono di pari passo.

La stessa persona era capace di scrivere:

Uno degli aspetti più dolci del dolore e della sofferenza è che ci mostrano quanto siamo amati, quanta bontà c’è a questo mondo, e quanto poco basta per rendere ugualmente felici gli altri quando hanno bisogno di aiuto e di comprensione (Jack e Jill)

e dichiararsi tentata, mentre stava terminando I ragazzi di Jo, di concludere il racconto

con un terremoto che ingoi Plumfield e tutto il vicinato nelle profondità delle viscere della terra cosicché nessun giovane Schliemann riesca più a trovarne nemmeno le tracce.

Quindi non mercenaria o arida calcolatrice, quanto scrittrice pragmatica, incarnazione dello spirito americano, sensibile al momento giusto e straordinariamente moderna per aver saputo cogliere in anticipo temi come l’infelicità domestica e la ribellione femminile.

Louisa May Alcott è una  scrittrice realista per eccellenza, che racconta storie vere, non favole, e insegna a vivere senza rinunciare ai sogni impartendo da 150 anni -tale è l’anniversario che ricorre quest’anno dalla pubblicazione del sempreverde Piccole Donne avvenuta nel lontano 1868- la sua straordinaria lezione di umanità:

Io non ho paura delle tempeste perché sto imparando come governare la mia barca.

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