Archivio | agosto 2018

Un’estate in montagna di Elizabeth von Arnim

Pink Magazine Italia

Il romanzo è stato recentemente pubblicato da Fazi, ma era già uscito nella edizione tascabile economica di Bollati Boringhieri nel 2012 dal titolo Uno chalet tutto per me. Evidentemente ciascuna è la versione libera dell’originale In the Mountains che -bisogna riconoscere- meglio esprime, con compiutezza e semplicità, il senso del libro.

Senz’altro è la lettura ideale in questo periodo, per chi cerchi refrigerio dalla calura soffocante e dalla prosaicità della vita. La narrazione, benché priva di fatti eclatanti o avventurosi (se non si considera la mostruosa tragedia recente del conflitto mondiale) è ricca di stupore grato e veicolo di benessere contagioso.

La cornice maestosa e incontaminata delle montagne esalta percezioni e sentimenti in visioni gioiose e infinite.

Lo riprendo a distanza di tre anni e mi imbatto, anzi mi perdo in…

L’azzurra vastità dell’aria riempiva la volta del cielo di un turchese sfumato di viola. La mia baita con…

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La famiglia Aubrey di Rebecca West

Pink Magazine Italia

Ho incontrato la prima volta Rebecca West a casa di Virginia Woolf dato che si erano viste durante un ricevimento, nel maggio 1928, per  la prima volta di persona. Attraverso gli occhi di Virginia Woolf l’ho conosciuta come una donna interessante, ma fredda come il ghiaccio, o almeno così la descrisse alla sorella Vanessa, aggiungendo parole meno lusinghiere che inaspettatamente culminavano nel giudizio finale “a me è piaciuta molto”. Rebecca ricambiava con scarsa affabilità ma quando le fu chiesto di comporre un ricordo di Virginia, dopo lo choc per la sua morte, scrisse: “Vi era in lei qualcosa di insolitamente pulito, puro. Non ho mai sentito nessuno raccontare su di lei una storia che recasse traccia di qualcosa di non lodevole”[1].

Poi quando mi sono imbattuta nell’adorabile e invitante edizione Fazi de La famiglia Aubrey ho realizzato che si trattava proprio di quella autrice.

La famiglia Aubrey appartiene…

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Il mercante di Venezia

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Rileggendo Shakespeare.

Bella, complessa questa commedia, “di sostanza”, capisco perché tanto famosa. E ancora una volta ambientata in Italia, a Venezia, il mercante Antonio e l’ebreo usuraio Shylock, un famoso dottore della legge di Padova…

Il mondo è un teatro dove a ogni uomo tocca recitare una parte.
Il buon predicatore è quello che obbedisce alle prediche che fa.

 

Tutte le cose di questo mondo, la passione con cui si desiderano è più forte della passione con cui si godono.

Parliamone a tavola, così qualunque cosa tu abbia a dire, io me la digerirò col resto.

 

 

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Sogno di una notte di mezza estate

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Rileggendo Shakespeare

Dicono sia la commedia più famosa di Shakespeare. Sicuramente contiene molte immagini poetiche più che motti di spirito. Ilarità pura scatenano le parti recitate all’interno dal Leone, il Chiaro di Luna e il Muro nella tragedia allegra di Piramo e Tisbe.

Allora la luna, come un arco d’argento appena teso in cielo, proteggerà la notte solenne.

E’ più felice la rosa che si lascia distillare.

Mai è stato piano il corso d’un vero amore.

Quando Febe … spanderà liquide perle sui prati in germoglio

Il cancello d’aurora, tutto rosso di fuoco, s’apre per lasciar passare i raggi benedetti che mutano in oro i verdi flutti di Nettuno.

E il sonno, che qualche volta riesce a chiudere le palpebre di dolore, mi tolga per qualche istante da me stessa.

Le mie gambe non hanno la velocità dei miei desideri. 

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Pene d’amor perdute

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Rileggendo Shakespeare.

Una delle prime commedie composte dal Bardo che fa riferimento a personaggi storici coevi (Ferdinando di Navarra e la principessa di Francia, un vero tipetto) e non si conclude con il classico lieto fine matrimoniale.

L’ambientazione curtense e il complicato intreccio di parole e dialoghi della quale è composta fanno pensare che l’opera fosse indirizzata ad un pubblico colto e aristocraticamente elevato.

Ne è stata fatta una trasposizione cinematografica da parte di Kenneth Branagh secondo me meno riuscita rispetto alle altre.

Citazioni

Un cuore oppresso non tollera una lingua complimentosa.

Piace quel divertimento di cui meno si conosce.

Abbiamo attribuito tutto a galanteria, a gradevoli giochi di cortesie come bambagia per imbottire la fodera dell tempo. 

Non desidero una rosa a Natale più di quanto possa desiderar la neve a maggio: d’ogni cosa mi piace che maturi quand’è la sua stagione.

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Genova

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Oddo ne approfittò per visitare parecchi fra i piccoli principati a nord degli Appennini, prima di dirigersi verso Genova, da dove si doveva imbarcare per il sud. Quando lasciò monte Alloro, la campagna mostrava il volto sbiancato di febbraio, e i suoi occhi di nativo del nord rimasero stupefatti nel ritrovarsi, sulla costa marittima, nella piena esuberanza dell’estate. Adagiata su queste sponde alcionie, Genova, nel suo splendore scolpito e affrescato, proprio allora intenta a celebrare con il consueto rituale sfarzoso, l’ascesa di un nuovo doge, sembrava a Oddo la cornice riccamente intarsiata di certi “trionfi” del Rinascimento. Ma le sontuose dimore con i loro peristili di marmo, e le colorate ville immerse negli aranceti lungo la costa, ospitavano una società ottusa e dalle vedute ristrette, paga di ammucchiare ricchezze e giocare a biribì sotto gli occhi degli avidi ritratti di Van Dyck, senza alcun interesse per le questioni che si stavano dibattendo nel mondo. Una sorta di grassa insensibilità commerciale, una mancanza di distinzione personale, che giustifica la magnificenza, pareva a Oddo la nota prevalente del luogo (p. 285).

Molto rumore per nulla

 

Claudio, deceived by Don John, accuses Hero stone.jpg

Rileggendo Shakespeare.

Un piccolo capolavoro, tantissime le influenze e le citazioni di opere precedenti tra cui anche l’Orlando Furioso di Ludovico Ariosto e il Cortegiano di Baldassarre Castiglione.

Fuoco di fila di battute che smontano le dichiarazioni d’amore stucchevoli. Situazioni paradossali e comiche intermezzano quelle drammatiche sciogliendo nel sorriso la tensione contingente. Le citazioni non fanno giustizia all’intero testo teatrale disseminato di motti e metafore significative.

L’amicizia è fedele in ogni cosa fuorché in questioni e affari di cuore.

Parla pugnali: ogni parola trafigge.

Finchè tutte le grazie non saranno riunite in una donna sola, non una sola donna entrerà nelle mie grazie.

Non si apprezza il valore di quel che abbiamo mentre ne godiamo, ma appena lo perdiamo e ci manca, lo sopravvalutiamo, e gli troviamo il pregio che il possesso rendeva invisibile, fino a che era nostro.

Vi amo tanto con tutto il cuore che non me ne resta per dichiararvelo.

Tutti gli uomini sanno dare consigli e conforto al dolore che non provano.. non c’è mai stato filosofo che abbia sopportato il suo mal di denti con pazienza.

Allora è proprio uno spirito virile che non fa mai male a una donna.

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