Archivio | giugno 2018

C’è sempre il sole dietro le nuvole. Vita e opere di Jean Webster

Colpisce subito, insieme all’incantevole copertina fiorita, il titolo scelto per questa biografia che, oltre a essere molto poetico, è altamente espressivo del ritratto che emerge da questo studio dedicato a Jean Webster, alla sua vita e alle sue opere, da Sara Staffolani, edito da Flower-ed.

Lei è, per chi non lo sapesse, l’autrice di Papà Gambalunga che credo molti di noi hanno letto da piccoli, ma di cui si sapeva poco o niente se Sara Staffolani e la casa editrice Flower ed non avessero deciso di facilitarcene la conoscenza attraverso questa illuminata -e illuminante- biografia.

Scorrendo le pagine ben scritte di questa ricostruzione, Sara Staffolani ci consegna il ritratto di una bella persona e di una bella scrittrice, che conquista nella e per la sua semplicità, portavoce attiva di nobili ideali.

Tu credi nel libero arbitrio? Io sì, senza riserve. Non sono per niente d’accordo con quei filosofi che ritengono…

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Daniel Deronda di George Eliot

Fazi riscopre i classici e riporta alla luce un capolavoro troppo a lungo dimenticato e che merita invece un posto in primo piano sugli scaffali delle librerie. Grazie alla scrittura della sua autrice, George Eliot, una scrittura profonda, mai scontata, pregna di significati e piena, Daniel Deronda deve considerarsi un classico a buon diritto anche perché evade tutti i criteri elencati da Calvino per rientrare in tale categoria, in modo particolare quello di essere una ricchezza inesauribile.

Pubblicato nel 1876, ultimo dei suoi romanzi, Daniel Deronda non esaurisce il soggetto principale della storia nel protagonista eponimo, ma nel grande e placido alveo del fiume della sua vicenda personale -che comunque rimane centro della scena, movente delle altrui azioni- scorrono come rigagnoli, affiancandolo, affluenti esterni rappresentati dalle storie degli altri personaggi di questo imponente dramma.

Seguendo un modulo narrativo caro alla scrittrice, ormai affezionata al suo pseudonimo maschile, in Daniel Deronda

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Nel cuore di Jane – Ri-leggendo Persuasione

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Beatrice Battaglia rilegge Persuasione, l’ultimo romanzo compiuto di Jane Austen. L’unico in cui parla d’amore senza filtri e senza ricorrere alla sua notoria ironia.

Si è parlato molto della quota autobiografica inserita da Jane Austen nella creazione delle sue eroine e Anne Elliot è quella che maggiormente sembra rappresentarla ed esprimere tutto il suo rimpianto per l’amore della vita perduto.

Dopo un viaggio a ritroso nelle sue opere precedenti, analogo a quello percorso dalla prof. Battaglia, con il suo romanzo Nel paese degli amori maledetti -che altro non è se non la sua personalissima versione di Persuasione-, Jane Austen è pronta a parlare di “quella passione, quel desiderio che la società patriarcale con i suoi valori le ha negato”.

Scomparsa la leggera risata di Elizabeth e archiviata la verve dissacrante e irriverente di Mary Crawford, la scrittrice si astiene da qualsiasi intervento o commento e la…

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Ritratto di famiglia. La fine di un’epoca di Simona Friio

Ritratto di famiglia: La fine di un'epoca di [Friio, Simona]

Questa volta Simona Friio ci introduce nella realtà ottocentesca dell’Italia del Nord e, nello specifico, nell’ambiente della provincia di Milano con incursioni finanche in città, trasportandoci in quello che sembra uno spaccato raccontato da un romanzo manzoniano.

In una società prevalentemente agricola, in mano alla prepotente nobiltà terriera, maschilista e retrograda, la scrittrice milanese sceglie di raccontare la storia minore del ramo femminile di una casata locale. Si tratta di tre donne. Tre generazioni. Tre modi di vivere l’amore in modo assoluto e perdutamente. Eccole.

Carola: travolta dall’attrazione irresistibile per il fratellastro, conosce l’amore per la prima volta sotto forma di passione totale, con coinvolgimento di tutti i sensi e a cui non si può resistere. Purtroppo questa relazione clandestina consumata sotto il tetto del padre di entrambi sarà fatale soprattutto alla donna, macchiata e bollata dal disonore più grande.

Allontanata e costretta a espiare la colpa che viene concepita come solo sua, Carola può fare affidamento esclusivamente sulla sua forza d’animo che l’aiuterà a superare quel forzato isolamento ed esilio. Due sono gli artefici della sua condanna: il padre Edoardo Castellani e lo zio, don Angelo che incarnano perfettamente la spietata, ipocrita e meschina mentalità maschilista dell’epoca.

La vita sembra avere in serbo per lei e per il suo giovane cuore ancora delle tenere speranze quando incontra Augusto Viviani, un ragazzo di nobili origini, diseredato perché ha scelto di fare il pittore. Ma l’amore comporta un prezzo alto da pagare quando è vissuto in modo completo e ancora una volta è Carola a scontarne le conseguenze.

Blanca: trascorre la sua infanzia con il nonno che adora perché lui l’ha sempre viziata e coccolata facendola vivere negli agi di Villa Castellani e perché ignora quanta parte egli abbia avuto nella perdita dei suoi stessi genitori.

La superba Blanca non rimane però indifferente alle provocazioni del giovane Sebastiano Galli che con le sue idee democratiche cerca di dimostrare l’arretratezza dei sistemi dei signorotti locali che si ostinano ad opporsi a quelle innovazioni che potrebbero migliorare le condizioni lavorative e di vita dei contadini che lavorano le terre da cui traggono tutti sostentamento.

Quei sentimenti di giustizia sociale e primo innamoramento risvegliati in Blanca da Sebastiano sono destinati a essere subito soffocati da Castellani che ha già stabilito chi dovrà sposare la nipote.

Il matrimonio con il rude Riccardo Casati servirà a rafforzare una Blanca trattata poco più che come merce di scambio, considerata e usata come moglie da ostentare, la signora raffinata e di nobili origini che deve far fare bella figura al marito.

L’unica sua grande consolazione è la piccola Rosa che, per quanto nata da questa infelice unione, è l’unica ragione di vita cui lei sceglie di aggrapparsi.

Rosa è la terza discendente femmina della prepotente casata Castellani e sembra aver ereditato il meglio di quel ramo della famiglia: la tenacia e la determinazione nel portare avanti i suoi obiettivi e seguire i suoi principi, con passione. Ma voglio lasciarvi scoprire che cosa il destino le ha riservato…

Sono tre le storie a essere raccontate ma è anche la storia della donna a dipanarsi lungo i decenni più difficili dal punto di vista della sua esigenza di emancipazione. Simona Friio riesce a cogliere bene sia il dramma individuale di una singola esistenza condannata da angherie e soprusi, sia a stigmatizzare con essa un tipo di società che legittimava questo trattamento.

Un romanzo storico che sa grandemente emozionare.

Vi lascio il link:

 

Sigismondo e Isotta. Una storia d’amore

Sigismondo e Isotta, una storia d’amore di Maria Cristina Maselli, edizioni Piemme, è un affascinante affresco di storia rinascimentale con dovizia di testi e documenti dell’epoca, saldamente ancorato alle reali vicende politiche e personali di Sigismondo dei Malatesta, Signore di Rimini.

Se l’autrice, Maria Cristina Maselli, si fosse limitata a raccontare le gesta del capitano di ventura Sigismondo, come in un poema epico celebrativo, questo romanzo non avrebbe avuto quel potere evocativo e catalizzante che esercita sul lettore, rapito dalla luce di nobiltà e magnificenza splendenti alla corte malatestiana.

Esso si dimostra subito una imponente opera di ricostruzione di storia, politica, arte e letteratura cui la totalizzante e anticonformista relazione amorosa con Isotta degli Atti, figura tutta ingenuità e devozione, conferisce un significativo valore aggiunto.

Puntuali e precise citazioni del Liber Isottaeus che chiudono quasi ogni capitolo e accompagnano il racconto dell’amore che tenne avvinti per sempre Sigismondo Pandolfo de…

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