Archivio | giugno 2018

Ritratto di famiglia. La fine di un’epoca di Simona Friio

Ritratto di famiglia: La fine di un'epoca di [Friio, Simona]

Questa volta Simona Friio ci introduce nella realtà ottocentesca dell’Italia del Nord e, nello specifico, nell’ambiente della provincia di Milano con incursioni finanche in città, trasportandoci in quello che sembra uno spaccato raccontato da un romanzo manzoniano.

In una società prevalentemente agricola, in mano alla prepotente nobiltà terriera, maschilista e retrograda, la scrittrice milanese sceglie di raccontare la storia minore del ramo femminile di una casata locale. Si tratta di tre donne. Tre generazioni. Tre modi di vivere l’amore in modo assoluto e perdutamente. Eccole.

Carola: travolta dall’attrazione irresistibile per il fratellastro, conosce l’amore per la prima volta sotto forma di passione totale, con coinvolgimento di tutti i sensi e a cui non si può resistere. Purtroppo questa relazione clandestina consumata sotto il tetto del padre di entrambi sarà fatale soprattutto alla donna, macchiata e bollata dal disonore più grande.

Allontanata e costretta a espiare la colpa che viene concepita come solo sua, Carola può fare affidamento esclusivamente sulla sua forza d’animo che l’aiuterà a superare quel forzato isolamento ed esilio. Due sono gli artefici della sua condanna: il padre Edoardo Castellani e lo zio, don Angelo che incarnano perfettamente la spietata, ipocrita e meschina mentalità maschilista dell’epoca.

La vita sembra avere in serbo per lei e per il suo giovane cuore ancora delle tenere speranze quando incontra Augusto Viviani, un ragazzo di nobili origini, diseredato perché ha scelto di fare il pittore. Ma l’amore comporta un prezzo alto da pagare quando è vissuto in modo completo e ancora una volta è Carola a scontarne le conseguenze.

Blanca: trascorre la sua infanzia con il nonno che adora perché lui l’ha sempre viziata e coccolata facendola vivere negli agi di Villa Castellani e perché ignora quanta parte egli abbia avuto nella perdita dei suoi stessi genitori.

La superba Blanca non rimane però indifferente alle provocazioni del giovane Sebastiano Galli che con le sue idee democratiche cerca di dimostrare l’arretratezza dei sistemi dei signorotti locali che si ostinano ad opporsi a quelle innovazioni che potrebbero migliorare le condizioni lavorative e di vita dei contadini che lavorano le terre da cui traggono tutti sostentamento.

Quei sentimenti di giustizia sociale e primo innamoramento risvegliati in Blanca da Sebastiano sono destinati a essere subito soffocati da Castellani che ha già stabilito chi dovrà sposare la nipote.

Il matrimonio con il rude Riccardo Casati servirà a rafforzare una Blanca trattata poco più che come merce di scambio, considerata e usata come moglie da ostentare, la signora raffinata e di nobili origini che deve far fare bella figura al marito.

L’unica sua grande consolazione è la piccola Rosa che, per quanto nata da questa infelice unione, è l’unica ragione di vita cui lei sceglie di aggrapparsi.

Rosa è la terza discendente femmina della prepotente casata Castellani e sembra aver ereditato il meglio di quel ramo della famiglia: la tenacia e la determinazione nel portare avanti i suoi obiettivi e seguire i suoi principi, con passione. Ma voglio lasciarvi scoprire che cosa il destino le ha riservato…

Sono tre le storie a essere raccontate ma è anche la storia della donna a dipanarsi lungo i decenni più difficili dal punto di vista della sua esigenza di emancipazione. Simona Friio riesce a cogliere bene sia il dramma individuale di una singola esistenza condannata da angherie e soprusi, sia a stigmatizzare con essa un tipo di società che legittimava questo trattamento.

Un romanzo storico che sa grandemente emozionare.

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