Archivio | aprile 2018

L’amore in un clima freddo di Nancy Mitford

Risultati immagini per l'amore in un clima freddo

Prosegue il racconto di Fanny, che dopo Inseguendo l’amore, continua a essere impegnata in qualità di osservatore esterno nella descrizione delle famiglie dell’aristocrazia inglese dei primi Novecento, in quel particolare frangente della vita che è la sistemazione delle figlie femmine con partiti accettabili. L’occhio disincantato di Fanny, che in quanto ereditiera rimane aliena a simili manovre, coglie l’acrobatico passaggio delle sue coetanee, cugine amiche o vicine, dall’età infantile a quella giovanile, da bambine che giocano con le bambole ad avvenenti fanciulle alla ricerca di un pretendente sull’impietoso mercato matrimoniale.

In modo ironico e critico Fanny registra subito un dato incontrovertibile e cioè che le cose non vanno mai come si vorrebbe e che chi insegue un ideale spesso è costretto a scontrarsi con la dura realtà. Nonostante manovre di accerchiamento e assedio, tecniche di conquista prese a prestito dalle strategie militari da madri senza scrupoli, cicisbei arrivisti e ragazze ostinate, il matrimonio per amore è un miraggio mentre quello senza sentimenti, una vera e propria trappola.  Un placido finale sarebbe stato più prevedibile per una narrazione che ha voluto evitare scossoni e trambusti inutili, ma vista la completa abdicazione del suo ruolo da parte dell’Io-Autrice, Fanny ce ne presenta uno, sorprendente e immancabilmente cinico.

Nancy Mitford si conferma una scrittrice da frequentare.

 

Non ho paura delle tempeste #Segnalazione

Il Punto sui Libri

51ifUW0VwkL

Romina Angelici, autrice e studiosa dei classici della letteratura, ha ripercorso l’intero arco dell’esistenza di Louisa May Alcott narrando, tra le vicissitudini familiari, gli eventi storici e l’attività letteraria, i cinquantacinque anni di vita della straordinaria scrittrice americana. Pagina dopo pagina, possiamo osservare Louisa correre e saltare le staccionate come un maschiaccio, difendere i più deboli e promettere di provvedere economicamente alla sua famiglia. La vediamo così partire per Boston dove, tra amarezze e sacrifici, comincia a pubblicare le sue storie e a farsi conoscere. Poi, nel 1868, la svolta. Viene pubblicato “Piccole donne” e il successo è immediato: Louisa non avrebbe mai potuto immaginare che i ricordi della sua infanzia l’avrebbero resa una delle scrittrici più famose e lette al mondo. Amata da intere generazioni di lettori, scrisse moltissimo nel corso della sua carriera letteraria e avrebbe scritto ancora tanto se il destino le avesse concesso altro tempo: l’esperienza…

View original post 275 altre parole

Una mail di troppo di Amanda Foley e Simona Friio

30725102_1466693836776065_5146886364242903040_n

Che commedia romantica spigliata e brillante quella scritta a quattro mani da Amanda Foley e Simona Friio!

Davvero carina e briosa, si cala perfettamente nello stile e nel gergo usati nel quotidiano e coglie anche le dinamiche dei rapporti interpersonali filtrati dalla tecnologia che ci circonda.

Perfettamente corrispondente allo stile di vita moderno, anche nella scelta di dedicare un importante spazio agli amici animali, ormai compagni fissi delle nostre esistenze e che qui nel romanzo rallegrano e guardano con disincanto alle avventure di questi strani umani.

La protagonista è una ragazza leggermente sbadata, Silvia, che già ci piace alle prime battute, perché presa da mille impegni e in trepidante attesa di una risposta importante, sbaglia a inviare una mail e confonde gli indirizzi tra quello del suo capo e uno sconosciuto. Come nella migliore tradizione di una commedia degli equivoci, gli sviluppi saranno esilaranti e meritevoli di attenzione. Guai a sottovalutare il disilluso Chris, un po’ sostenuto sulle prime, e a perdere di vista la effervescente Ambra comparsa come una meteora ma già irresistibile!

Se lo scambio di email sostituisce quella che poteva essere una corrispondenza epistolare tra due ragazzi che, pur cominciando per sbaglio, poi iniziano invece a conoscersi, le loro manovre di avvicinamento, corteggiamento, disvelamento, seguono il cliché tradizionale di una storia d’amore della quale anche lo spirito più indipendente o rassegnato, in realtà, è in cerca per dare una svolta decisiva alla propria vita.

Penso a quanto le due autrici si sono divertite nell’imbastire questa simpatica e cangiante situazione, almeno quanto il lettore si diverte ad assistere ai numerosi incidenti e contrattempi di cui la vita di ogni giorno è purtroppo piena e che ogni volta prendono una piega sorprendente.

Arricchiscono questo divertissement diverse citazioni cinematografiche, che vanno ad aggiungersi a quella riconoscibile ed evidente di C’è posta per te: accanto al riferimento a Mamy di Via col Vento o Jo di Piccole Donne ci sono le più attuali Sally di Harry ti presento Sally e l’immancabile Bridget Jones, la capostipite di tutte le eroine imbranate. Questo conferma l’idea iniziale e cioè che questo testo, per le sue battute, lo stile e il ritmo, potrebbe benissimo fungere da perfetta sceneggiatura e copione.

Deliziata dai simpaticissimi interventi degli animali che rappresentano il punto di vista esterno e tutto sommato “più saggio” sull’intera vicenda, ho apprezzato molto, oltre alla originale e indovinata cover, come è stato risolto il finale, in un modo affatto scontato seppur coerente e naturale.

Una lettura piacevole e indicata per la bella stagione, piena di brio e brillantezza, credetemi!