Jane Austen, i luoghi e gli amici

Pubblicato dall’Agenzia Letteraria Jo March.  

Questa giovane e targata al femminile Casa Editrice di Perugia, è stata definita da Giovanni Dozzini, in un articolo del sette gennaio scorso  su Donneuropa.it, un autentico caso editoriale per l’enorme successo riscosso con le sue precedenti pubblicazioni (fino a seimila copie vendute di Nord e Sud di E. Gaskell), senza alcun impianto promozionale e lontano dai grandi distributori nazionali.  

Con Jane Austen, i luoghi e gli amici, fatto uscire intenzionalmente il 16 dicembre 2013, giorno di nascita di Jane Austen, si è voluto rendere esplicitamente omaggio alla scrittrice inglese presentando  al pubblico di lettrici e lettori in italiano una biografia itinerante redatta da Mary Costance Hill (e illustrata dalla sorella Ellen) nel lontano 1901. La traduzione è stata curata dai soci fondatori (Mara Barbuni, Giuseppe Ierolli, Silvia Ogier, Gabriella Parisi) della JASIT, la prima Associazione italiana  dedicata allo studio di Jane Austen, che con la passione di ammiratori e competenti conoscitori della lingua e della materia si sono accostati con rispetto e deferenza a questo testo.

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Una storia nella storia: quella di due sorelle che partono su un calesse alla ricerca dei luoghi e delle persone che hanno avuto un qualche legame con Jane Austen, con un suo familiare, con gli edifici così come con le suppellettili, con le strade così come con le cittadine toccate dal passaggio o da una qualche relazione con gli avvenimenti della vita di lei. Ciascuna delle due ha tradotto sulla carta l’impressione e l’emozione prodotta da questa esperienza sensoriale e intima: Constance ha scritto, Ellen ha disegnato ciò che vedevano con gli occhi e con il cuore. Non si tratta di un testo rivolto solo ai fedeli ammiratori, ma uno spaccato di vita ed ambienti inglesi che coloro che amano l’Inghilterra, con  i suoi cottage e le sue campagne, e l’età previttoriana, di fine Settecento-primi Ottocento, non mancheranno di sicuro di apprezzare. Innegabile che poi da parte dell’autrice-biografa, e dei traduttori che lo hanno ripercorso passo passo, parola per parola, sia stato anche un sentimentale pellegrinaggio alla ricerca dell’influenza indiscussa ed evidente che hanno avuto i luoghi (in cui è vissuta) e gli amici (di cui si è circondata), sull’opera di Jane Austen, la scrittrice.

La regione geografica, letteraria e metafisica in cui spazia il racconto è stata definita dalla stessa Constance Hill: Austenland, un termine che racchiude tutto il mondo che gravita intorno a Jane Austen. Attraverso le testimonianze dirette, l’incastro degli opportuni passi tratti dalle lettere e la conferma delle memorie scritte dai familiari, sono state ricostruite le tappe di questo viaggio che ha toccato non solo Steventon, Bath e Chawton, dove Jane Austen ha effettivamente abitato, ma anche quelle località minori comunque interessate dal suo passaggio o soggiorno per andare ad un ballo o fare visita ad un’amica. Nell’introduzione al libro, Silvia Ogier dischiude delicatamente davanti ai nostri occhi curiosi  l’uscio sulle strade dell’Hampshire,  ammiccando con complicità e accompagnandoci per mano in questo itinerario:  ci ha provvisti di un bagaglio semplice e completo e di un biglietto non declinabile per questo Grand Tour da devoti Janeites.

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