STIVALI BLU di Alfredo Nepi

WP_20170106_08_51_28_ProI temi toccati da questo libro sono molto duri e la storia sembra ispirata a un crudo fatto di cronaca poi sviluppato con precisione giornalistica, in uno spaccato di vita di provincia.

Il dramma rappresentato è quello umano, del protagonista Pietro, nascosto dentro a un corpo che suscita ribrezzo, prigione e causa di disagio, in una spirale che non lascia apparentemente spazio ad alcuna soluzione perché destinato all’autolesionismo.

Diversi personaggi, ciascuno con i propri problemi irrisolti, riescono a scalfire quel muro di solitudine innalzato: Silvia e le sue incomprensioni familiari, Anna e le sue delusioni, Ciro e i suoi vizi, gli operai dell’ortomercato e le loro prepotenze.  Il campionario umano presentato sperimenta il difficile mestiere di vivere segnato da un passato ingombrante. Sono tante le storie che si intrecciano intorno al gattile che sembra catalizzare gli interessi, i problemi, le frustrazioni di persone molto differenti tra loro, accomunate dall’attività di volontariato a favore degli animali.

Le similitudini cui l’autore ricorre molto spesso per rappresentare plasticamente gli stati d’animo più significativi dei personaggi, e in particolare della gamma di emozioni in cui si dibatte Pietro, rendono l’immagine realistica di una sofferenza che si può toccare con mano, di importante consistenza. Lo stile è asciutto e scorrevole, i frequenti dialoghi imprimono un ritmo sostenuto a tutta la narrazione che coinvolge sin dalla prima pagina.

Curato e rifinito sin nei minimi particolari, questo libro non lascia nulla al caso, anche perché il caso non esiste:

“… è stato il destino. Le storie spesso s’intrecciano per un volere superiore. Il caso è solo il travestimento assunto da Dio che vuole passare in incognito sulle strade del mondo per realizzare i desideri di alcune persone”.

Mi piace pensare che sia proprio così…

 

http://www.giovaneholden.it/collane/product/606-stivali-blu

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