Il desiderio lieve di Bianca Rita Cataldi Pink Books

Il desiderio lieve (Pink Magazine Italia Vol. 3) di [Cataldi, Bianca Rita]

Un desiderio lieve è qualcosa di leggero e delicato, come questo racconto di Bianca Rita Cataldi che introduce nel suo mondo interiore in continuo fermento:

Quel desiderio pacato, non dirompente, che spesso provava di fronte a una persona interessante che avrebbe volentieri infilato in un suo racconto. Il desiderio di entrare in contatto con la persona reale dietro il personaggio.

Inevitabile non riconoscerla negli occhi di Laura che cerca di catturare l’anima delle persone che incontra, incrociandone lo sguardo o spiandone le espressioni per indovinarne il passato.

Il desiderio lieve è un singolare doppia storia che però ha un’unica protagonista, Laura e la sua passione per la scrittura. Lei è una ragazza apparentemente come tante, in cui è facilissimo ritrovarsi, con una vita che scorre normalmente, da studentessa universitaria, con il fidanzato Marco, i suoi studi, le amiche, i suoi libri e film preferiti. Parallelamente alla sua, procede il racconto di come nasce un’ispirazione, l’illustrazione di un processo creativo che avviene spontaneamente nella mente e nel cuore della giovane scrittrice. Laura non può fare a meno di vivere la sua vita in stretta corrispondenza con la vita degli altri: colleghi di università, passanti, viaggiatori. E le sue emozioni si legano indissolubilmente a loro quando ne scopre la potenzialità di personaggi per le sue storie, personaggi ai quali regalare un’anima e una storia.

Guardava con la coda dell’occhio un viso tirato, degli occhi gonfi, e non si limitava a immaginare la nottata insonne dell’altro, no: indovinava le fattezze della sua notte, ne intuiva le liti e le angosce, le telefonate sospese, e indugiando nel patetismo disegnava le lacrime sui cuscini e fuori appassiti in un vaso. Lei non si limitava a immaginare le vite degli altri: lei le vedeva… con una curiosità sicuramente più intensa di quella che l’accompagnava quando guardava alla sua, di vita.

Il pregio di questo breve romanzo è quello di colpire subito con uno stile essenziale e allo stesso tempo dettagliato: vi sono descrizioni di particolari che nessuno noterebbe se Bianca Rita non ne sapesse svelare i più reconditi significati e implicazioni.

Le suonava dolce quel rientrare, riecheggiava di rumore di stoviglie, pentole e tegami e piatti, il frusciare della tovaglia sul tavolo, il gorgheggiare allegro dell’acqua bollente in attesa della pasta. Rientrare, il profumo del fuoco acceso nel camino, lo spegnersi dell’inverno e l’accendersi del calore domestico, delle pantofole, del pigiama di pile.

Questo tipo di narrazione che procede per fotogrammi e per accostamento di immagini veicola delle emozioni forti e intime allo stesso tempo, che credevamo dovessero rimanere segrete agli altri mentre Bianca le disvela finanche a noi stessi. Un viaggio fluido attraverso suggestive associazioni di idee è quello in cui veniamo con dolcezza attirati.

Il finale ci sorprende quando vorremmo sapere e capire di più i segreti di quell’affascinante mondo a cui la sua mente immaginifica può dare vita; ma anche se per poco, è stato molto bello entrare a farne parte.

Se questo piccolo assaggio vi ha convinto, vi lascio il link per acquistarlo:

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