Fine anno, tempo di bilanci librari

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Attività sempre in attivo.

Il ricorso a questa terminologia ci vuole perché sempre di attività si parla, solo non imprenditoriale, e tutt’altro che redditizia. Mi riferisco al consuntivo del mio passatempo preferito e cioè la lettura, che secondo Anobii ho esercitato per un totale di più di 19000 pagine, macinate nel corso dei dodici mesi passati, con un attivo di 79 libri. Il ritorno che me ne deriva sotto forma di emozioni e bellezza è però impagabile.

Fornitura.

Di solito ho ben chiaro il libro che cerco perciò il mio principale fornitore è per forza il campionario sterminato di Amazon dove trovo quasi tutto quello che ho in mente ed è insuperabile nel consegnarmelo -a casa- in eccezionale prime!

Per scovare romanzi meno conosciuti e rimasti nel dimenticatoio ricorro a volte anche a comprovendolibri.it, che è un ottimo forziere e che mi sorprende talvolta con colpi di scena unici: ultimamente vi ho reperito La Pecora nera e il Talismano d’amore, due degli introvabili titoli di Georgette Heyer che è l’autrice da collezione per eccellenza!

Solo alla fine, quando poi non acquisto direttamente dal sito della casa editrice, rimane la cara vecchia libreria che si fa attendere perché, non avendo il titolo disponibile, deve puntualmente ordinarlo.

Immagine correlataLibri belli vs libri brutti.

Se volessi tirare un po’ le somme di tutta questa mole cartacea e liquida che mi ha attraversato, tra tutte le storie che mi hanno emozionato e tenuto compagnia, dovrei menzionare quasi tutti i libri che ho letto, perché raramente mi faccio scoraggiare da una storia troppo brutta.

Sì, devo considerare anche i libri in formato ebook ai quali, da amante dei libri tradizionali, mi sono dovuta convertire per adeguarmi ai tempi, al mercato, alla disponibilità che talvolta è esclusivamente in versione digitale appunto.

Solo in un paio di occasioni mi è capitato purtroppo di dover abbandonare la lettura che si stava rivelando una indegna perdita di tempo.

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Dove.

Non amo portare fuori i miei libri perché considero la lettura un momento molto intimo e privato, di piena partecipazione che sarebbe irrimediabilmente rovinata se condotta all’esterno. Ho allestito diversi angolini in casa dove rifugiarmi a leggere e l’idea del divano davanti al caminetto mi attira molto, poi però finisco per prediligere la camera da letto dove posso distendermi sotto le coperte o perdermi nella mia grande poltrona.

La mia preferita.

La mia scrittrice preferita è Jane Austen ma avendo letto tutte le sue opere vado alla ricerca disperata, come se fossi in crisi d’astinenza, di qualcosa o qualcuno che me la ricordi. Così anche se ogni volta mi riprometto di non ricascarci, all’uscita di un nuovo derivato o inspired, non resisto alla tentazione di dare una sbirciatina. Il più delle volte rimango delusa, forse con eccessivo occhio critico (perché l’originale sarà sempre insuperabile quindi il confronto è impari e perdente in partenza).

Salvo però senza dubbio la rivisitazione intelligente e spiritosa di Il diario segreto di Lizzie Bennet mentre non sono riuscita a terminare Come sposare un milionario.

Molto interessanti relativamente a Jane Austen sono stati i saggi Alchimie austeniane di Paola Partenza e Leggere Austen di Diego Saglia. Il primo offre interessanti punti di vista da cui è esaminato Orgoglio e Pregiudizio: dal silenzio come scelta volontaria di Elizabeth, il rapporto tra donna e patrimonio, il ruolo del paesaggio naturale e la ragione di tanti adattamenti. L’altro è una sorta di mini-guida da avere sempre a portata di mano con diversi spunti e contributi di arricchimento. una rilettura tecnica, proposta in modo semplice e chiaro.

Sezione classici

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Nella mia biblioteca, alla sezione “classici”, ho aggiunto qualche nuovo volume dei miei autori preferiti, come se si trattasse di curare il mio giardino inserendo una nuova specie con il suo profumo nell’aiuola di ognuno.

Il circolo delle ingrate e La memorabile vacanza del barone Otto di Elizabeth von Arnim mi hanno conquistato con la loro ironia che a tratti aveva un sapore veramente amaro.

Se Estate mi ha destabilizzato, La ricompensa di una madre mi ha riportato le atmosfere di Edith Wharton regalandomi però al tempo stesso un aspetto più intimo e profondo quale può essere quello relativo al delicato rapporto madre-figlia. Trollope si è confermato maestro del romanzo country, storie di ospitali magioni, complicate vicende familiari intrecciate a casi giudiziari o di coscienza, in Orley Farm (e Lady Anna).

Non potevo aspettarmi un lieto fine da Hardy, nemmeno nella profumata e sinuosa Brughiera scelta come tragico sfondo di alcune sfortunate storie d’amore. Completamente rovesciata l’ottica de La bella storia di Silas Marner in cui George Eliot premia finalmente uno sventurato lavoratore eremita con un vero tesoro. Lontano mi ha condotta tra i ricordi di viaggio di una entusiasta Louisa May Alcott e un delicato e torbido Maugham mi ha raccontato di Vacanze di Natale fuori stagione.

Risultati immagini per libri fioriLeggere un nuovo libro di un autore che già si ama fa sentire protetti, certi e rassicurati del piacere che deriverà da quella compagnia, predisposti ad assaporare in modo più attento e deliziato delle sfumature dello stile e le peculiarità del suo genere.

Alla fine la bellezza di ogni aiuola è stata riconfermata e per questo aumentata. Perché della bellezza l’animo non è mai pago e brama avido anche quei contributi che aiutino a comprendere ii grandi scrittori, che ne svelino il mondo nascosto dietro le loro opere: come hanno fatto Il cruccio di Henry James di Federica Marchetti, Sui passi di Elizabeth Gaskell e La casa vittoriana di Elizabeth Gaskell di Mara Barbuni. Intensa e coinvolgente la biografia di Charlotte Bronte, una vita appassionata di Lyndall Gordon, indimenticabile.

Insegnamenti

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Quello che ho imparato quest’anno:

  • mai farsi condizionare dai pregiudizi.

Devo ringraziare il web e facebook con i suoi gruppi e le letture condivise perché grazie allo scambio, ai consigli, alla discussione e al confronto posso imparare sempre cose nuove e conoscere autori che mi soddisfano e in alcuni casi sorprendono, oltre che tenere d’occhio le nuove pubblicazioni delle giovani e interessanti casa editrici, e qualche ristampa illuminata.

  • mai farsi limitare da veti magari posti da noi stessi.

A volte le dichiarazioni di principio sui propri gusti o genere preferito hanno come unico risultato quello di risultare limitanti per se stessi, preclusivi di un mondo o di un orizzonte letterario che potrebbe rimanere altrimenti del tutto sconosciuto. A forza di usare le etichette si rischia di rimanere schiavi di esse. Mi è capitato con P.D. James che avendo scritto una rivisitazione in giallo di Orgoglio e Pregiudizio, Morte a Pemberley, ho imparato a conoscere (con tutta la sua storia di riferimenti e indirette citazioni a Jane Austen di cui è costellata la sua produzione) e ad apprezzare, e con la narrativa contemporanea italiana.

  • accettare sempre un buon consiglio disinteressato,

quando proviene da chi ha gusti affini ai miei. Non volevo interessarmi a Ross Poldark, ma dopo averne tanto sentito parlare dalle mie compagne di letture, ho dovuto vincere l’istintiva circospezione per una saga troppo pubblicizzata e che invece aveva tutti i suoi buoni motivi per affascinare.

  • riconoscere e apprezzare il lavoro di studio, ricerca e amore che c’è dietro a ogni libro.

Ho dovuto ricredermi sulla mia diffidenza per la narrativa contemporanea che invece ha prodotto risultati convincenti. Apprezzo molto quando un libro è ben scritto e soprattutto è documentato e frutto di ricerca e tra questi La Collezionista di libri proibiti, Il Barone d’Alba, Nontiscordardime, Il Libertino di Hidden Brook, Cecilia di Ripanera, Vanità di potenza sono storie che mi hanno emozionato e lasciato un bellissimo ricordo. L’antologia di brani Scrittrici in giardino è stato un gioiello di emozioni e poesia elegiaca.

  • non prendersi troppo sul serio,

solo con letture impegnate e austere: ogni tanto, come dice la mia amica di libri Dana Loo ci vuole una lettura defatigante e utile a strappare un sorriso e a trascorrere un’ora piacevole in leggerezza: ciò mi è successo sicuramente con il frizzante Natale in Mussola organizzato in epoca  Regency  ma anche Non c’è gusto senza te rispecchia perfettamente questa idea con una storia moderna ben raccontata di amore e buona cucina.

Highbury Gazette presenta Intrighi d'amore a Villa Roseburn
Se proprio si è ispirati o stimolati da un’amica che ha molta fiducia in voi ci si può mettere alla prova scrivendo qualcosa, un piccolo racconto: così è nato il mio Intrighi d’amore a Villa Roseburn, un po’ per gioco un po’ per passione, sempre in rispettoso omaggio alle mie autrici predilette (Jane Austen e Georgette Heyer).

 

  • Tenere d’occhio le serie inglesi

Ho conosciuto due serie inglesi ironiche che mi hanno davvero divertito e avvinto: 67 Clarges Street di M. C. Beaton si rifà al Regency, stile Georgette Heyer, ma con uno sguardo alla vita parallela dei domestici, e quella di Angela Thirkell, (di cui per ora Astoria edizioni ha pubblicato solo Prima di pranzo, Fragole selvatiche, Pomfret Towers), che invece richiama le atmosfere rurali inglesi di Trollope con un pizzico di sana ironia in più. Purtroppo nonostante i titoli siano diversi, solo alcuni sono stati tradotti in italiano e che se ne aggiungano di nuovi è qualcosa decisamente da augurarsi per il prossimo anno.

  • Evviva le giovani case editrici!

L’Agenzia Letteraria Jo March ha inaugurato una nuova  collana, “Christopher Columbus” -tratto dalla simpatica esclamazione di Jo March-, che va alla scoperta delle vite, spesso straordinarie, degli autori che hanno creato indimenticabili romanzi della letteratura. Graphofeel mi ha procurato uno struggente incontro con Amalia Guglielminetti poetessa delle Langhe torinesi dei primi Novecento, e il suo Con gli occhi cerchiati di azzurro; Flower-ed  sta inserendo sempre nuove tessere nell’affascinante mondo delle sorelle Brontë con una sorprendentemente moderna ricostruzione biografica del lontano 1903,  Tre anime luminose fra le nebbie nordiche di Giorgia Sonnino, due opere inedite di Charlotte Brontë, Emma e La storia di Willie Ellin e chissà quali altre distanze imperdonabili colmerà con i suoi Five Yards.

Le Edizioni Croce hanno definitivamente decretato il 2016 come l’anno di Elizabeth Gaskell riproponendo una nuova Mary Barton, affiancata da I fratellastri e La casa nella brughiera.

 

  • Propositi per il nuovo anno?

Non vedo l’ora di cominciare nuove letture!

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Romina

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2 thoughts on “Fine anno, tempo di bilanci librari

  1. Bellissima analisi, complimenti davvero! Non conosco molti dei testi da te citati; l’unico che ho letto (in ebook) è stato “La collezionista di libri proibiti”, ma sarei interessato anche alla lettura di “Tre anime luminose”, e dei due saggi su Jane Austen. Buonanotte e sogni d’oro!

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