La storia della vecchia nutrice

Il simbolismo di Halloween, la festa mutuata dalla cultura angloamericana, rimanda a temi come l’occulto, il male, la morte, il soprannaturale. A motivi e atmosfere gotiche molti scrittori inglesi (Radcliffe, Walpole, E.A. Poe,) furono sensibili tanto da dedicare ad essi la loro produzione.

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In qualche misura lo fu anche Elizabeth Gaskell, nonostante sia più famosa per i suoi romanzi di costume e di critica sociale, basati su protagoniste femminili (Ruth, Mary Barton, Nord e Sud).
Già nel volume “Storie di bimbe, di donne e di streghe” sono raccolte quattro storie che parlano di donne alle prese con superstizione, maledizioni, fantasmi e accuse di stregoneria.

Temi e brividi simili attraversano La storia della vecchia nutrice che narra le vicende della piccola Rosamond che rimasta orfana, viene affidata alle cure di lontani e anziani parenti che nella freddezza della loro  vecchia dimora  si dicono disponibili a prendersi cura di lei.
In un momento di assenza della balia, la piccola viene insidiata dal fantasma di una bambina che la attira fuori casa nella neve facendole rischiare la morte per assideramento. In seguito a questo grave episodio Hester (la nutrice) riesce a farsi rivelare dalla servitù il segreto misterioso che riguarda la storia familiare all’origine delle spettrali incursioni notturne del piccolo spirito e del lugubre quanto minaccioso suono di un organo che riecheggia nell’ala est del nobile maniero nelle notti più tempestose. Esso riguarda una tragica vicenda familiare che si è consumata molti anni addietro.

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In gioventù le due figlie di Lord Furnivall erano state innamorate dello stesso uomo, un musicista che il padre aveva invitato in casa per coltivare la sua passione per il pianoforte. Questi riuscì a sedurre la maggiore che ebbe una bambina partorita di nascosto dal padre in attesa di ottenere da questi il consenso alle nozze. Quando l’altra sorella, che il musicista aveva continuato senza remore ad illudere, scoprì non solo che i due avevano una relazione, ma che da essa era nata una figlia, non si fece scrupoli di rivelare tutto al padre che in un accesso d’ira cacciò di casa la primogenita con la bambina condannandole a vagare tra le rupi senza riparo e decretandone così la morte. Ora il fantasma veniva a reclamare giustizia? Vendetta? Un’altra vittima sacrificale?
In una terribile notte la balia e Rosamond assistono alla resa dei conti cui è chiamata la signorina Furnivall; a comparirle davanti i fantasmi del passato: quello del padre nell’atto di scacciare la figlia disonorata e il proprio, di spietata e vendicativa sorella. Solo la morte interviene a sollevare quell’anima dal tormento inflittole dalla vita.
Un racconto breve, un thriller quasi a sfondo psicologico, dove i fantasmi hanno perso le loro rumorose catene per diventare ancora più inquietanti perché personificazione delle proprie colpe.

Romina Angelici

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