Vissi d’arte, vissi d’amore!

 

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Con un’offerta narrativa come quella odierna, che erompe dagli scaffali delle librerie e ancora di più in formato liquido dal web, non è facile poter dire ancora di aver imparato da un libro.

Il più delle volte esso si rivela strumento di intrattenimento, una compagnia assieme alla quale trascorrere qualche ora, raramente è un’esperienza che arricchisce di emozioni e conoscenze, come in questo caso.

La collezionista di libri proibiti non solo dimostra che si può apprendere da un libro, ma anche che esso è un mezzo privilegiato per trasmettere e comunicare una passione.

Fin dalle prime pagine si avverte il chiaro intento dell’autrice, Cinzia Giorgio, di far conoscere il suo mondo lasciando piccoli indizi di sé, sparsi qua e là , che raccolti in una immaginaria caccia al tesoro, insieme contribuiscono a formarne l’identikit e il suo biglietto da visita. La menzione di Jane Austen, Virginia Woolf, il riferimento a Cime tempestose, sia pure alla versione musicata, il rossetto rosso Chanel, l’amore per i libri antichi, la citazione del suo professore, l’ispirazione ad alcune persone care per delineare certi personaggi, l’indicazione precisa di gruppi musicali e canzoni degli anni Ottanta, compongono un manifesto poetico che l’autrice ha stilato per presentare se stessa e la sua dichiarazione d’amore per i libri e l’arte.

La storia di Olimpia si avvia timidamente come la ragazzina quindicenne che è lei, con una personalità ben delineata e un cuore appassionato. Tra le calli di Venezia (che scelta come sfondo della storia, almeno nella prima parte, è la cornice ideale in quanto patria per antonomasia della bellezza e dell’arte così come Parigi, in un secondo tempo) sbocceranno il suo amore per i libri antichi ai cui misteri la inizierà Anselmo, l’anziano antiquario, e l’amore per Davide, il nipote di quest’ultimo.  C’è una straordinaria familiarità di luoghi e stradari che la scrittura riproduce plasticamente riuscendo a comunicare l’immediata percezione che potrebbe dare solo la presenza fisica, insieme ai profumi e alle luci.

Il talento manifestato subito da Olimpia segnerà il suo destino e la vita di lei ne sarà fatalmente indirizzata. I libri che ha imparato a conoscere, valutare, sentire persino respirare, saranno i suoi preziosi amici, i suoi fedeli compagni, da maneggiare con cura come i sentimenti segreti che suscitano o nascondono.

Nella bottega di Anselmo, Olimpia scopre l’esistenza di un mondo letterario parallelo, messo all’indice dall’opera censoria della Chiesa del passato: opere considerati pericolose perché provenienti da paesi stranieri o di contenuto politico sovversivo o molto più semplicemente perché scritte da donne che rivendicavano la propria libertà di esprimersi e di amare. È a questo mondo che Olimpia lega la sua libertà e la sua dignità, di cui è simbolo Veronica Franco, la spregiudicata e intelligente cortigiana della Venezia del Cinquecento.

la-poetessa-veneziana-veronica-franco1Si profila quindi una linea matriarcale di figure di riferimento femminili che, a partire da Veronica Franco, con i suoi appassionati versi d’amore indirizzati a Marco Venier, delimitano gli argini entro cui la vicenda di Olimpia si può snodare: a fianco della madre Letizia, della coetanea Diana, dell’affascinante amica di famiglia Peggie, molto più grande di lei ma a cui Olimpia si sente ineffabilmente legata.

E’ la stessa cosa che avviene con il libro di Cinzia Giorgio: anche al lettore viene insegnato l’incommensurabile valore dei libri antichi come opere d’arte, anch’egli è rapito dallo slancio amoroso tradotto in versi di Veronica Franco e insieme dalla sua dignità rivendicata di donna.

Eri e sei l’unico a considerarmi non donna ma essere pensante. Perché noi donne se siamo armate e addestrate siamo in grado di convincere voi uomini che anche noi abbiamo mani, piedi e un cuore come il vostro.

Intanto i teneri sentimenti di Olimpia maturano in quelli di una donna, attraverso dure prove.

La storia cresce di situazioni e d’intensità. L’azione procede per cambi di scena temporali -mentre compone una sceneggiatura già pronta-, e cresce l’attaccamento per Olimpia, la trepidazione per come diventa artefice del suo destino perché piano piano si impara a conoscerla, con le debolezze e la fragilità che ogni donna può cogliere e capire. La stessa femminile complicità che Olimpia riserva ai versi e alle lettere di Veronica Franco che la accompagnano anno per anno.

tc117_h_tel_des_ventes_rue_drouot1C’è un mistero che si infittisce sempre di più e che accompagna discretamente lo scorrere delle pagine, talvolta inframezzandosi in esse. C’è una ragazza di talento che si afferma, non proprio facilmente, come donna di successo, amministratrice di una casa d’aste, ed è circondata da una collezione di libri proibiti che simboleggiano l’amore a cui anela e di cui ha bisogno.

Un’opera piena, un romanzo maturo, una protagonista delineata a tutto tondo, un intreccio importante, magistralmente costruito e gestito, un finale davvero insospettato. Non basta un aggettivo a definirlo, perché è un romanzo dalle mille sfaccettature, in cui è davvero difficile scorgere parti secondarie.

Sono tutti meritati i complimenti che hanno accompagnato l’uscita di questo romanzo perché seppure Cinzia Giorgio non sia assolutamente alle prime esperienze letterarie, questo suo esordio è senza dubbio completo.

La sua scrittura, che si è sempre mostrata accattivante e attenta, rivela il pregio straordinario di detenere mille registri, sfoggiati tutti per l’occasione adatta. È perfettamente a suo agio sia in una descrizione romantica di un’alba azzurrina sulla Laguna che negli sfavillanti boulevard di Parigi, sia nella evocativa bottega dell’antiquario che nei lussuosi atelier francesi. Riesce a strappare un sorriso con uno scambio di battute divertenti e anche a far piangere nei momenti più drammatici.

Indiscutibilmente è riuscita a far amare la sua Olimpia che incarna magnificamente la toccante intensità dell’aria della Tosca: Vissi d’arte, vissi d’amore. 

Romina Angelici

 

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