Il diario segreto di Lizzie Bennet

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Avendo premesso la visione dei The Lizzie Bennet Diaries su youtube, ho saltato la fase di sorpresa iniziale dinanzi ad una riscrittura così originale. Il diario è una sorta di guida di accompagnamento, esplicativa a volte, del lavoro che precede o comunque sta dietro l’ideazione e la realizzazione del video di turno. Mi sembra di essere trasportati nel dietro le quinte delle riprese.

E’ senza dubbio la versione più moderna e al passo coi tempi, però aderente al testo originale; le espressioni gergali, i continui riferimenti tecnologici, la declinazione di situazioni e temi di Orgoglio e Pregiudizio in un contesto completamente diverso: basti pensare all’acquartieramento delle milizie a Meryton sostituito da un campionato di nuoto. Dove non è possibile, nessuna forzatura viene fatta perché sono aggiustati -situazioni e temi- con riadattamenti.

Non starò qui a sindacare sull’ennesima riscrittura di Orgoglio e Pregiudizio ma più procedevo con la lettura, perché i video li ho visti un paio d’anni fa, credo, più mi rendevo conto che non è la solita rielaborazione  ambientata ai giorni nostri, o comunque non solo.

È l’approccio al classico di Jane Austen a essere diverso, perché diverso è evidentemente il taglio sociologico che si è voluto darne. Penso che l’intento fosse quello di raccontare la storia tra due ragazzi, Lizzie e Darcy, del XXI secolo con le stesse caratteristiche psicologiche, ma nel contesto sociale e culturale di questa epoca.

Il gruppo autoriale quindi si è trovato a dover sostituire concetti e morale ottocenteschi secondo una visione moderna, dove la rovina di una ragazza non può essere più la fuga d’amore con il playboy di turno, ma è rappresentata dal rischio di diffusione sul web di un video porno.

È certamente diverso e più fisico ed esplicito tutto ciò che riguarda il corteggiamento e la descrizione delle relazioni sentimentali, che oggi sono tutt’altro che platoniche. Perciò non deve stupire se Jane non ha fatto capire i suoi sentimenti per Bing Lee (anagramma fonetico?) ma vive le sue quarantott’ore di preoccupazione per un ritardo.

I temi sono rielaborati e reinterpretati in chiave attuale: per sistemarsi una ragazza non deve necessariamente sposarsi e il “famoso” compromesso a cui è disposta a scendere Charlotte (salvo poi essere confermato da un brillante successo professionale) è di smettere gli studi per accettare una proposta lavorativa.

La disparità di classe tra Lizzie Bennet e William Darcy si concretizza in una differente condizione socioeconomica espressa in campo professionale: la superiorità di Darcy non è simboleggiata da Permbeley House bensì da Pemberley Digital che è la società ultratecnologica che il giovane gestisce.

Non so se sia retaggio culturale tipico americano ricondurre tutto all’equazione successo personale= affermazione professionale; sta di fatto che in questo “Orgoglio e Pregiudizio personale di Lizzie Bennet” il lieto fine arriva dopo la dichiarazione, finalmente accettata, di Darcy: il lieto fine è l’orizzonte aperto delle allettanti prospettive professionali che le si sono aperte individualmente. E questa prospettiva, in quanto janeite romantica, mi fa soffrire. Forse invece Jane Austen, che era molto più pratica e consapevole di tutti i vantaggi offerti dalla “grana”, avrebbe apprezzato.

Del resto, se ci penso bene, l’intero progetto nasce come supporto al corso di studi di Lizzie.  E sia la realizzazione dei video, che le esperienze di stage presso le aziende, ruotano attorno alla sua crescita individuale e professionale: nella sua vita l’aspetto sentimentale è importante, ma non preponderante.

Mi dispiace soltanto che prodotti del genere, che dimostrano una certa cura e attenzione editoriale, siano poi affidati a piratesche opere di traduzione. Gli errori e i refusi arrivano a essere imbarazzanti! Addirittura la stessa cronologia delle pagine di diario è sbagliata!

Dovrebbe far riflettere la scelta di affiancare a una modalità pubblica e tecnologica quale quella dei video postati su youtube, una dimensione intimistica e una forma letteraria antica quale quella diaristica. Queste due forme espressive in cui si è concretizzato il progetto di The Lizzie Diaries, indubbiamente si completano, risultano complementari, ma allo stesso tempo ciascuna potrebbe esistere anche di per sé sola, essendo benissimo sufficienti a se stesse e non necessariamente dipendenti l’una dall’altra.

Secondo un’ottica moderna non è più una “verità universalmente riconosciuta” che uno scapolo in possesso di un’ampia fortuna debba avere bisogno di una moglie né tantomeno il contrario. Ecco perché la nuova Lizzie Bennet assomiglia anche alla sua conterranea Jo March nel volersi affrancare dalla famiglia per realizzarsi da sé e allo stesso tempo nella paura di voler lasciare il nido e di vederlo lasciare alle sue sorelle, che piano piano sfaldano l’unità familiare (fortunatamente ricreata durante le occasioni di festa e nelle emergenze) ma che ha bisogno di un compagno che la sostenga e le sia a fianco nel suo percorso individuale finalmente individuato.

Diamo spazio quindi alle nuove generazioni e alle loro personali riletture. Zia Jane avrebbe lasciato fare, così come lasciava che i nipoti si cimentassero con i loro improvvisati progetti letterari. Forse sarebbe comparsa anche lei in video con la pronipote americana, con tanto di cuffietta.

 

Romina Angelici

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