Nel giardino di Adele.

 

61IzdFbozPL._OU29__BG0,0,0,0_FMpng_AC_UL320_SR240,320_

Nel giardino di Adele ho incontrato alcune amiche vecchie e nuove: conoscenze di lunga data, come Jane Austen ed Edith Wharton, o più recenti come Emily Dickinson ed Elizabeth von Arnim, ma anche piacevoli sorprese, come Vita Sackville-West e così pure George Sand.

Tutte accomunate dalla passione per il giardinaggio che poi hanno interpretato in modi diversi ma sempre animate dallo stesso sentimento di meraviglia per il miracolo della vita che si rinnova.

E’ Adele a dichiarare per prima il suo amore per i profumi e i colori del giardino, simbolo di tradizioni e affetti autentici familiari e a venare di tenerezza i ricordi che la legano a questa gratificante arte di coltivare la bellezza.

E’ quindi lei a fare da anfitrione, detenendo le chiavi di questo misterioso e immenso giardino della letteratura che schiude per me consentendomi di sbirciare al suo interno: potrei perdermi tra le gigantesche e geometriche proporzioni della villa The Mount di Edith Wharton e riesco anche ad avvertire quel senso di benessere e di serenità che aleggia nel fazzoletto di terra del Chawton Cottage circondato di cespugli di lillà!

Come i loro giardini costituiscono un’appendice delle loro, più o meno splendide, dimore, così le emozioni, le contemplazioni, le riflessioni sbocciate durante le lunghe ore trascorse completamente immerse e dedite ad essi, hanno trovato espressione nelle loro opere in versi o in prosa di queste interessanti scrittrici.

Emily Dickinson e George Sand raccoglievano, studiavano e catalogavano piante e fiori nei loro erbari, Vita Sackville-West teneva una rubrica di giardinaggio in una rivista. Colette è inebriata dalla presenza dei fiori di cui ama circondarsi come fossero creature animate, Elizabeth von Arnim ama sperimentare, piantare semi, annusare e toccare la terra e annota l’avvicendarsi delle stagioni in base alla mutevolezza dei colori e dell’aspetto del suo giardino grata per “una tale profusione di bellezza e perfezione che ci è elargita anonimamente”.

La mia visita è durata poco, me ne vado a malincuore, con un mazzolino di fiori composto da Emily che metterò ad essiccare tra le pagine di un suo libro di poesie, le arie di Chopin mescolate alla fragranza delle rose intorno alla casa di Nohant, e rametti di mimosa a cui penserò sempre come ai soffici anatroccoli che immaginava Vita.

Quando ho iniziato a sfogliare questo libro-album, a colpirmi è stata subito la citazione iniziale di Gertrude Jeckill che, riferita al giardino, trovo molto calzante anche per un libro:

Ritengo che lo scopo migliore di un giardino sia quello di deliziare e rinfrescare la mente, di calmare, ingentilire e confortare il cuore in uno spirito di ammirazione e gratitudine.

Riuscire a trasmettere un’emozione dovrebbe essere lo scopo di chi scrive. Ed Adele lo ha fatto stupendamente.

 

Romina

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...