Archivio | luglio 2016

Simpatica iniziativa Pink Magazine Italia

LETTERA APERTA A … ?

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Sarà capitato anche a voi di ritrovarvi a pensare di voler dire a qualcuno cose mai dette prima, che per sms sarebbero troppo lunghe da spiegare, di persona troppo imbarazzanti.

Sarebbe bello avere a disposizione un piccolo spazio per poter dire ad alta voce, come su un palco improvvisato in una piazza di paese, cosa si pensa o si prova per qualcuno…

Pink Magazine mette a disposizione questo foglio bianco da indirizzare a piacere e HerStory è proprio la buca giusta in cui impostarlo

Quindi forza ragazze: cogliamo questa opportunità perché certamente ognuna di noi tiene nascosta in un cassetto del cuore una storia da raccontare: la storia di un grazie, di un ricordo, di un amore, di una cattiveria, di un perdono o di un tenero affetto.

Non bisogna essere per forza protagoniste di un libro o di un film per diventare eroine!

(inviate i vostri contributi a ufficiostampa.pinkmagitalia@gmail.com)

 

Romina

 

 

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La vestale Emily

Emilia Giovanna Bronte-500x500

Questo breve saggio ci guida entro quella misteriosa aurea panteista in cui Emily sembrava avvolta e sembra di vederla aggirarsi nella brughiera. Il pensiero religioso di Emily Brontë -o Emilia Giovanna come la chiama Giorgina Sonnino- non è facilmente inquadrabile entro una precisa etichetta. La sua fede non è quella dei dogmi e dei sacri offici bensì una vocazione sacerdotale priva di paramenti e altari se non il cielo e la terra. La sempiterna legge dell’Universo è l’unico imperativo cui la ribelle Emily china il capo e ad un Dio immanente in tutte le cose, a cominciare dalle più piccole, anche inanimate, lei ha prestato il suo giuramento di fedeltà piena. Come una vestale.

Mi sorprendo dell’approccio che nel 1904 è stato dato a questo piccolo studio e mi compiaccio che una giovane casa editrice abbia scovato un contributo che presenta proprio una così spiccata sensibilità moderna.

L’aver isolato delle tre sorelle Brontë la figura di Emily, che è quella più affascinante e romanticamente originale, risponde ad una esigenza in tal senso tuttora avvertita tra le fila delle lettrici appassionate: Emily è infatti quella che desta ammirazione e meraviglia insieme e che viene da guardare con reverenza da donna a donna. Come persona, ancora prima che come scrittrice. La fragilità di questa fanciulla che si perde tra la natura e scova la bellezza in ogni stagione dell’anno, persino nello sferzante vento gelido dell’inverno, e che si proclama creatura del giorno ma ancor più della notte e non teme la morte ma anzi la invoca, non può che suscitare una toccante emozione.  In modo particolare quindi questa testimonianza che si propone di descrivere come il suo spirito libero e puro si sia disposto all’incontro con il grande mistero della vita, che è la Morte, è sicuramente foriera di profonde riflessioni.

E’ la Emily poetessa infatti, quella che io preferisco.

Sono felice quanto più lontana

Sospingo la mia anima dalla casa di argilla

Nella notte spazzata dal vento e dalla luna,

e per mondi di luce l’occhio vagabonda –

 

Quand’io non sono e nessuno accanto –

Né terra né mare né cieli puliti –

Ma solo spirito che erra nell’aperto

E percorre l’immenso, l’infinito.

Romina Angelici

Nontiscordardime di Simona Frio

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Il Nontiscordardime è un piccolo fiore delicato che è sempre stato considerato simbolo del ricordo, dell’amore e della speranza e penso che possa considerarsi a ragione l’espressione simbolica dei temi che questo romanzo racchiude.

Il libro è scritto molto bene, in un buon italiano, il che non è poco ed è così raro da trovare, che va senz’altro menzionato e ascritto con nota di alto merito per Simona Frio che conosco come ospite generosa e accogliente nella pagina Facebook “Gaskell e altri rimedi”.

Premetto subito che non è il mio genere perché si tratta sia di una storia moderna, sia drammatica, ma ho apprezzato tantissimo alcuni accorgimenti che dimostrano un lavoro di estrema cura stilistica e compositiva.

Lara e Denny erano giovani e innamorati; purtroppo però la loro storia d’amore è stata bruscamente interrotta da alcuni tragici eventi che hanno segnato per sempre le loro vite. A ricomporre i ritagli di questo legame spezzato è dedicato il loro percorso di maturazione e crescita attraverso questo libro-diario che registra i loro pensieri e le loro emozioni in filo diretto.  Gli sfoghi introspettivi non offuscano affatto la trama che è avvincente fino all’ultimo con un cinematografico colpo di scena.

La trama è frammentata e va ricomposta attraverso il flashback e una narrazione a due voci che procedono affiancate, ciascuna rivivendo i fatti precedenti secondo il proprio punto di vista.

Il motivo dei fiori, ai quali sono intitolati i trentatré capitoli del libro, funge da collante e da filo conduttore di tutta la storia che tra monologhi e due io-narranti avrebbe potuto risultare dispersiva.

Lo stile, che procede per frasi incisive e puntuali, sembra voler riproporre la stessa sequenza ritmica per fotogrammi del succedersi di ricordi in ordine sparso, riproducendo il loro riaffacciarsi alla mente in modo assolutamente improvviso, libero e per associazione di idee.

Prestando attenzione è possibile raccogliere sin dall’inizio, le tessere che compongono il puzzle di un quadro con i suoi diversi attori e così facendo, anche sciogliere il mistero sulle zone d’ombra.

La mia curiosità, stimolata da diversi giudizi positivi, è stata pienamente soddisfatta e la lettura si è rivelata gradevole e coinvolgente. I miei complimenti all’autrice e i migliori auguri per l’uscita del suo nuovo romanzo: L’amore ti ha trovato.

 

Romina Angelici