Come leggere Jane Eyre

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Come leggere Jane Eyre

Il prof. Francesco Marroni, docente di Letteratura inglese all’Università Gabriele D’Annunzio di Chieti e Pescara, ha appena pubblicato con l’editore Solfanelli, questo saggio attraverso il quale permette di assistere, ad un ciclo di Sue lezioni su Charlotte Bronte e il di lei mondo di cui Jane Eyre è la vetta. Molti vi si sono avventurati, hanno cercato di scalarla inerpicandosi su di essa, difficilmente si è raggiunta una nitidezza di sguardo e di sentire come in questo illustre caso. Lo studioso offre al lettore curioso interessanti affacci sulle innumerevoli implicazioni e collegamenti intertestuali del romanzo ma anche scorci vertiginosi sulla sua vasta e profonda cultura, sapientemente dosata.

Non è solo il romanzo più famoso di Charlotte Bronte ad essere scandagliato ma la stessa vita della scrittrice, quella dei suoi familiari, la sua poetica, la tecnica narrativa. Tutti aspetti che concorrono a creare il cosiddetto mito brontiano. Se la biografia commissionata dal padre alla scrittrice amica Elizabeth Gaskell consegna ai posteri l’immagine di una ragazza che affronta le difficoltà e le sofferenze con pia sopportazione e una solida religiosità -in perfetto stile vittoriano-, la Charlotte che presta la propria voce alle eroine dei suoi romanzi non manca di affermare la propria volontà, di mettere in discussione i dogmi, di sovvertire i maschilismi e smascherare le ipocrisie.

Donna tenace e risoluta non si faceva scrupolo di ribattere ai suoi detrattori (come G. Lewes, compagno della scrittrice George Eliot, convinto sostenitore del misurato stile di Miss. Austen) o all’editore (R. Southey) appena contattato per essere pubblicata (con le prime poesie) che la invita a non occuparsi di letteratura. Anche Charlotte Bronte ebbe le sue porte sbattute in faccia, si sentì rispondere da Southey che “La letteratura non è e non dovrebbe essere un’occupazione femminile”; ciò nonostante non si scoraggiò e non si lasciò convincere a demordere.

Jane Eyre rappresenta il culmine di una formazione letteraria iniziata in famiglia, favorita dal padre e coltivata insieme al fratello e alle altre due sorelle rimaste (la –forse- più famosa Emily di Cime Tempestose e Anne di Agnes Grey): tutto iniziò con un regalo del padre. Patrick Bronte fece dono al figlio Branwell una scatola con dodici soldatini di legno che vennero ribattezzati i Dodici intorno ai quali sbocciarono le storie di Galss Town, Angria, Gondal, articolate in vere e proprie saghe.

Per Charlotte la vocazione letteraria non era una ipotesi da verificare in futuro” scrive Marroni, ma qualcosa di reale e concreto, aggiungerei. Jane Eyre arriva dopo anni di lavoro, frutto di maturazione e padronanza tecnica: impone un radicale mutamento di prospettiva e di mentalità nel rapporto maschio/femmina affermando che mente e corpo di quest’ultima non sono più proprietà dell’uomo. La sua grandezza sta nella inesauribile capacità di disseminare possibilità interpretative e nel suo straordinario potere evocativo e affascinante.

Romanzo autobiografico, di formazione, psicologico, religioso, gotico-romantico, ma non solo. Le tante definizioni che ad esso sono state applicate non bastano a comprenderlo in una sola e stigmatizzata categoria, incapace di contenere gli infiniti spunti che la lettura assistita dal prof. Marroni consente di cogliere e ricollegare a riferimenti e nessi precisi.

 

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