A proposito di Davis

A proposito di Davis (tit. originale ”Inside Llewyn Davis”)

A proposito dell’ultimo film dei fratelli Coen…mi ha lasciato interdetta.

Coinvolta da un istinto materno di tenerezza verso questo ragazzotto che non sa decidersi tra la sua passione per la musica folk e la carriera in marina mercantile (seguendo le orme paterne), cullata da una colonna musicale tenera e suadente, sorpresa da un Justin Timberlake versione nerd con tanto di occhiale, forse ho dimenticato di seguire lucidamente il corso della storia.

Sicchè mi sono ritrovata alle ultime sequenze del film, quando il cerchio si chiude e il finale si ricongiunge al fotogramma  iniziale, senza capacitarmi del significato. O meglio, intuivo che un significato c’era ma io non riuscivo a coglierlo. Pur concependo il rifiuto di credere che Davis volesse unirsi al suo caro compagno di duetti Mike -che si è suicidato buttandosi giù dal George Washington Bridge (che nome è il George Washington Bridge? si domandano nel film suggerendo che un altro ponte dal nome più altisonante avrebbe reso ancora più tragico il gesto estremo di autolesionismo)-, mi domando ancora che cosa Joel ed Ethan Coen abbiano voluto comunicare narrando l’includente esperienza del cantante folk. Che volessero dimostrare proprio  l’assenza di significato nel film così come nell’esistenza umana?  Leopardi docet in fatto di nichilismo.

Che sia una di quelle opere poetiche, dalle atmosfere autunnali, che risentono di un progressivo inaridimento della ispirazione costretta a produzioni annuali oppure il delicato ritratto della parabola fallimentare di un’esistenza prototipo di una qualunque, combattuta tra la passione e il dovere, l’ideale e il reale: il risultato non cambia.  Il dilemma non è rassicurante perché costringe a scegliere comunque tra due versioni pessimistiche della vita. Meglio quindi chiudere gli occhi e ascoltare la colonna sonora,  davvero stupenda, di Llewyn Davis.

If I had wings like Noah’s dove
I’d fly the river to the one that I love
Fare three well, my honey fare three well

I had a man, who was long and tall
He moved his body like a cannon ball
Fare thee well, my honey, fare thee well

I remember one evening in the pouring rain
And in my heart there was an aching pain
Fare thee well, my honey, fare thee well

Muddy river runs muddy and wild
You can’t give a bloody for my unborn child
Fare thee well, my honey, fare thee well

Just as sure as the birds flying high above
Life ain’t worth living without the one you love
Fare thee well, my honey, fare thee well

Fare thee well, my honey, fare thee well

(Fare Three Well (Dink’s Song) performed by Marcus Mumford & Oscar Isaac for the movie ”Inside Llewyn Davis”)

 

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