Il Grand Tour in Umbria

Pink Magazine Italia

Pare che il termine Grand Tour sia stato utilizzato per la prima volta dall’inglese Richard Lassels nella sua guida The Voyage of Italy nel 1670.

Roma era la meta clou di questo viaggio di formazione che solo giovani rampolli nobili potevano permettersi in luogo o in aggiunta al corso di studi universitario. Se il capofamiglia era di manica larga ci si poteva spingere anche più giù fino a Napoli, o addirittura nella calda e assolata Sicilia.

Per arrivare a Roma comunque, il percorso dal nord prevedeva il passaggio degli Appennini facendo quasi tappa obbligata in Umbria: questo almeno è ciò che fece Goethe che rimase sicuramente affascinato dalle cittadine di Terni e di Spoleto, oltre che rapito dalla visione delle Cascate delle Marmore.

Nei libri di viaggio e nelle guide, la Cascata viene esaltata per l’impetuosità e la ricchezza delle acque, l’intensità del suo arcobaleno, l’assordante fragore, il paesaggio che…

View original post 571 altre parole

Annunci

Sotto gli alberi di Thomas Hardy

Pink Magazine Italia

Anteprima Fazi Editore

Oh felice Hardy! Chi l’avrebbe detto che anche tu nascondevi un lato così leggero e ilare. In Sotto gli alberi c’è lo sguardo divertito e affascinato di chi guarda con tenerezza e un po’ di nostalgia a un passato che si è perso, a un piccolo mondo che è andato perduto.

Il libro si apre con uno strampalato corteo di figurine che si addentrano come silhouette nel bosco, lungo il sentiero che conduce alla casa del carrettiere per brindare con il sidro nuovo, appena spillato.

Mai avrei potuto immaginare un sentiero più magico di quello di Mellstock, attraversato dal coro dei cantori tra gli alberi argentati splendenti nella notte della vigilia di Natale.

Il crepitare delle fiamme nel focolare e l’aroma del vischio di cui è addobbata la casa del carrettiere giungono fin qui a rallegrare l’animo e a riscaldare il cuore.

Li sentiamo discorrere e vantare…

View original post 864 altre parole

Little Women sceneggiato BBC

Risultati immagini per little women bbc

Sta andando in onda su Sky lo sceneggiato made in BBC, in tre episodi, di Little Women, Piccole Donne edizione 2017.

In questa recentissima versione, che coscientemente sceglie un taglio più alleggerito ma non prescinde, anzi dà per scontato il testo scritto, può cogliersi una maggiore coralità d’insieme e una nota di freschezza dovuta alle giovanissime attrici emergenti (Jo è la figlia di Uma Thurman ed Ethan Hawke) che impersonano le quattro sorelle March, ai costumi e alla scenografia accattivante. I grandi nomi che sono stati loro affiancati, oltre ad arricchire il cast e impreziosire la caratterizzazione dei personaggi più adulti, hanno il pregio secondo me di non oscurare gli altri. Il film è stato interamente girato in Irlanda nel mese di agosto, lontanissimo quindi da luoghi e condizioni ambientali originali ma gli interni curatissimi e gli ambienti ricreati sapientemente confermano la famosa attenzione per i particolari e la ricostruzione storica della produzione inglese.

La sceneggiatura non ha apportato novità significative, anzi piuttosto il contrario visto che, operando qualche taglio o salto temporale, si rivela a volte troppo sbrigativa o criptica. Ci guadagna in compenso la narrazione per immagini che invece sono molto evocative. Rispetto alle precedenti versioni cinematografiche, con le quali non ritengo opportuno stabilire paragoni, trattandosi di prodotti e fatture troppo diversi, alcuni personaggi sono stati meglio approfonditi (Mrs March per esempio ha i suoi momenti di debolezza che la rendono meno perfetta e più umana, e molto più somigliante alla vera Marmee), mentre altri, come Laurie, risultano penalizzati.

Il risultato finale è indubbiamente più vicino e rispondente al gusto moderno,  e tutt’altro che deludente nella sua visione complessiva, e anche se si tratta di una storia cara, più volte raccontata, beneficia di un’aurea di tenerezza e calore umano che circondano da sempre i valori familiari propugnati da Louisa May Alcott.

L’amore in un clima freddo di Nancy Mitford

Risultati immagini per l'amore in un clima freddo

Prosegue il racconto di Fanny, che dopo Inseguendo l’amore, continua a essere impegnata in qualità di osservatore esterno nella descrizione delle famiglie dell’aristocrazia inglese dei primi Novecento, in quel particolare frangente della vita che è la sistemazione delle figlie femmine con partiti accettabili. L’occhio disincantato di Fanny, che in quanto ereditiera rimane aliena a simili manovre, coglie l’acrobatico passaggio delle sue coetanee, cugine amiche o vicine, dall’età infantile a quella giovanile, da bambine che giocano con le bambole ad avvenenti fanciulle alla ricerca di un pretendente sull’impietoso mercato matrimoniale.

In modo ironico e critico Fanny registra subito un dato incontrovertibile e cioè che le cose non vanno mai come si vorrebbe e che chi insegue un ideale spesso è costretto a scontrarsi con la dura realtà. Nonostante manovre di accerchiamento e assedio, tecniche di conquista prese a prestito dalle strategie militari da madri senza scrupoli, cicisbei arrivisti e ragazze ostinate, il matrimonio per amore è un miraggio mentre quello senza sentimenti, una vera e propria trappola.  Un placido finale sarebbe stato più prevedibile per una narrazione che ha voluto evitare scossoni e trambusti inutili, ma vista la completa abdicazione del suo ruolo da parte dell’Io-Autrice, Fanny ce ne presenta uno, sorprendente e immancabilmente cinico.

Nancy Mitford si conferma una scrittrice da frequentare.

 

Non ho paura delle tempeste #Segnalazione

Circolo Giovani Lettori

51ifUW0VwkL

Romina Angelici, autrice e studiosa dei classici della letteratura, ha ripercorso l’intero arco dell’esistenza di Louisa May Alcott narrando, tra le vicissitudini familiari, gli eventi storici e l’attività letteraria, i cinquantacinque anni di vita della straordinaria scrittrice americana. Pagina dopo pagina, possiamo osservare Louisa correre e saltare le staccionate come un maschiaccio, difendere i più deboli e promettere di provvedere economicamente alla sua famiglia. La vediamo così partire per Boston dove, tra amarezze e sacrifici, comincia a pubblicare le sue storie e a farsi conoscere. Poi, nel 1868, la svolta. Viene pubblicato “Piccole donne” e il successo è immediato: Louisa non avrebbe mai potuto immaginare che i ricordi della sua infanzia l’avrebbero resa una delle scrittrici più famose e lette al mondo. Amata da intere generazioni di lettori, scrisse moltissimo nel corso della sua carriera letteraria e avrebbe scritto ancora tanto se il destino le avesse concesso altro tempo: l’esperienza…

View original post 275 altre parole

Georgiana di Deborah Begali

Pink Magazine Italia

Elaborato nell’intreccio, personaggi molto curati, originali e alternativi rispetto agli ordinari clichè regency e fatti agire in un contesto storico particolareggiato e ricostruito nei minimi dettagli, senza appesantimenti descrittivi.

Articolata su una pluralità degli sfondi, senza rimanere ancorati alla fissità di un’unica scena, la storia di Georgiana, che definirei più che avventurosa, contrastata, si dipana diversificando ambienti e situazioni con l’annesso e relativo apparato di regole, oggettistica, lessico specifici (cfr. terminologia ippica, nautica, militare).

Una scrittura molto godibile.

Gli eventi si susseguono a ritmo incalzante tra ricevimenti, serate di ballo, passeggiate a cavallo e tranquille giornate trascorse in un cottage di campagna a scrivere. La vita della giovane Georgiana è destinata a oscillare vertiginosamente dalle stelle alle stalle con una velocità impressionante.

Diverse sono le situazioni che richiamano Orgoglio e Pregiudizio: dalla presentazione dello sdegnoso Lucas Benedict, ricco e annoiato, ai suoi modi sprezzanti e alla proposta insolente.

Era…

View original post 214 altre parole

Una mail di troppo di Amanda Foley e Simona Friio

30725102_1466693836776065_5146886364242903040_n

Che commedia romantica spigliata e brillante quella scritta a quattro mani da Amanda Foley e Simona Friio!

Davvero carina e briosa, si cala perfettamente nello stile e nel gergo usati nel quotidiano e coglie anche le dinamiche dei rapporti interpersonali filtrati dalla tecnologia che ci circonda.

Perfettamente corrispondente allo stile di vita moderno, anche nella scelta di dedicare un importante spazio agli amici animali, ormai compagni fissi delle nostre esistenze e che qui nel romanzo rallegrano e guardano con disincanto alle avventure di questi strani umani.

La protagonista è una ragazza leggermente sbadata, Silvia, che già ci piace alle prime battute, perché presa da mille impegni e in trepidante attesa di una risposta importante, sbaglia a inviare una mail e confonde gli indirizzi tra quello del suo capo e uno sconosciuto. Come nella migliore tradizione di una commedia degli equivoci, gli sviluppi saranno esilaranti e meritevoli di attenzione. Guai a sottovalutare il disilluso Chris, un po’ sostenuto sulle prime, e a perdere di vista la effervescente Ambra comparsa come una meteora ma già irresistibile!

Se lo scambio di email sostituisce quella che poteva essere una corrispondenza epistolare tra due ragazzi che, pur cominciando per sbaglio, poi iniziano invece a conoscersi, le loro manovre di avvicinamento, corteggiamento, disvelamento, seguono il cliché tradizionale di una storia d’amore della quale anche lo spirito più indipendente o rassegnato, in realtà, è in cerca per dare una svolta decisiva alla propria vita.

Penso a quanto le due autrici si sono divertite nell’imbastire questa simpatica e cangiante situazione, almeno quanto il lettore si diverte ad assistere ai numerosi incidenti e contrattempi di cui la vita di ogni giorno è purtroppo piena e che ogni volta prendono una piega sorprendente.

Arricchiscono questo divertissement diverse citazioni cinematografiche, che vanno ad aggiungersi a quella riconoscibile ed evidente di C’è posta per te: accanto al riferimento a Mamy di Via col Vento o Jo di Piccole Donne ci sono le più attuali Sally di Harry ti presento Sally e l’immancabile Bridget Jones, la capostipite di tutte le eroine imbranate. Questo conferma l’idea iniziale e cioè che questo testo, per le sue battute, lo stile e il ritmo, potrebbe benissimo fungere da perfetta sceneggiatura e copione.

Deliziata dai simpaticissimi interventi degli animali che rappresentano il punto di vista esterno e tutto sommato “più saggio” sull’intera vicenda, ho apprezzato molto, oltre alla originale e indovinata cover, come è stato risolto il finale, in un modo affatto scontato seppur coerente e naturale.

Una lettura piacevole e indicata per la bella stagione, piena di brio e brillantezza, credetemi!