Il castello blu

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Il castello blu, Lucy Maud Montgomery. Edizioni Jo March

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Valancy Jane ha tutto per non essere considerata un’eroina: brutta, scialba, magra, insignificante, sfortunata. Avviata a diventare una zitella di ventinove anni, non ha attrattive fisiche né patrimoniali da proporre a un eventuale pretendente. Ammesso sempre che ce ne sia uno.

Una vita relegata a casa per via della sua salute cagionevole, repressa in ogni desiderio, istinto, minimo pensiero diverso da quello imposto dalla madre, una figura arcigna, dispotica, anaffettiva fino all’inverosimile.

Quella che ci propone Lucy Maud Montgomery è quindi una protagonista molto diversa dalla simpatica Anne o dalla incantevole Marigold, ma quando scrisse questo romanzo, verso la fine della sua carriera tra l’altro, l’autrice si proponeva di rivolgersi a un pubblico più adulto rispetto alle sue storie per ragazzi precedenti. E come Lucy Maud, avendo conseguito il successo e non avendo nulla da perdere, osa inventare un personaggio del…

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Ragione & sentimento di Stefania Bertola

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Non capita spesso di poter sentire parlare di libri una scrittrice, e in particolare proprio di quello attualmente in lettura. Così cercherò di combinare le mie impressioni su questo romanzo con le informazioni che ho appreso direttamente dall’autrice, inerenti la creazione di esso e addirittura la sua copertina.

La prima osservazione che sento di dover fare è che il libro è travolgente, scritto molto bene, mi verrebbe da dire: con una “padronanza di linguaggio invidiabile” che, anche se non fosse diventata un’espressione un po’ abusata, non sarebbe sufficiente a esprimere il carattere effervescente e inesauribile della scrittura e delle trovate proposte, nonché della capacità di coniare neologismi, oltre che del vero e proprio confessato debole per i nomi propri.

L’effetto ottenuto è quello di aver fatto una lunga chiacchierata con l’autrice, il che è esattamente quello che cercava Jane Austen nello scrivere lettere a Cassandra, con la stessa velocità e…

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Caro diario ti scrivo… di Patrizia Rinaldi e Nadia Terranova

Non va più di moda tenere un diario oggigiorno, i surrogati tecnologici – socialnetwork, cellulari – assorbono qualsiasi iniziativa amanuense e prevale soprattutto la tendenza contraria a quella che spingeva a confidare i propri segreti a qualcuno che avrebbe saputo conservarli chiusi a chiave:  la smania moderna di sbandierare a tutti e condividere pensieri, emozioni, progetti, opinioni.

Pare che la riservatezza non vada più di moda e insieme a essa quella sorta di pudore che trattiene dallo svelare i propri sentimenti più intimi e a preservarli gelosamente. Come una specie di amico immaginario il diario consentiva, oltre che di confidarsi con qualcuno disponibile all’ascolto incondizionato e acritico, anche di esorcizzare -nel momento in cui venivano impresse sulla carta- le proprie paure e razionalizzare accadimenti e piccoli incidenti quotidiani soggetti al rischio di assumere troppa importanza.
Nonostante poi manchi l’applicazione, l’intenzione rimane: la formula del diario attira ugualmente una considerevole fetta di pubblico –rigorosamente- femminile sotto forma di gadget della beniamina di turno, moltiplicato in destinazioni d’uso: il diario di viaggio, il diario scolastico, il diario dei segreti, etc.
Con o senza lucchetto, gli anonimi fogli bianchi ove campeggiavano rudimentali “ciao” improvvisati con le faccine e arditi smack! con il punto esclamativo a cuore, sono stati sostituiti da coloratissime pagine, a righe e/o a quadretti, disegnate, profumate, pronte ad invogliare chiunque. Peccato che rimangano vuote;  le ragazzine di oggi non sanno cosa scrivere sul diario perché hanno già mandato sms, postato un commento, condiviso un link affine al loro stato d’animo e l’esperienza della giornata è tradotta immediatamente in immagini di impatto e condensata in poche parole d’effetto.
Essendo una forma di espressione tipicamente femminile, le due scrittrici Patrizia Rinaldi e Nadia Terranova in Caro Diario ti scrivo… (ed. Sonda) hanno pensato a come sarebbero stati ipoteticamente i diari di sei donne famose: Matilde Serao, Beatrix Potter, Anna Maria Ortese, Emily Dickinson, Silvina Ocampo, Jane Austen, accomunate in modo –anche troppo- trasversale secondo un criterio  personale.
La loro diversità per epoca, nazionalità, condizione, professione, viene azzerata dalla situazione fotografata dall’idea del libro: immaginare cosa avrebbe scritto ciascuna delle sei ragazzine all’età di dodici anni nel loro diario. Questo si rivela un modo per raccontarne la storia di quello che sono diventate da grandi  alle ragazze d’oggi –ma non solo-  e coglierne la dimensione più vicina a loro: Emily sbagliava l’ortografia, Anna Maria Ortese ripeté un anno, Beatrix parlava con un coniglio immaginario, Matilde aveva una grossa risata e Jane non tenne mai un diario perché preferiva parlare e scrivere lettere a sua sorella Cassandra.
Età consigliata: dai 10 anni in su.

 

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Tutta colpa di Mr Darcy

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Tutta colpa di Mr Darcy di Shannon Hale, edizioni Piemme, è un romanzo spigliato e accattivante.

Di genere moderno, con ritmi e soggetto moderni -si passa dall’aeroporto alla carrozza- asseconda quel sogno d’evasione delle lettrici più romantiche e che conoscono bene i romanzi di Jane Austen, in particolare Orgoglio e Pregiudizio.

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Avendo in questo caso già visto il film dal titolo originale altisonante di “Austenland” per noi tradotto con “Alla ricerca di Jane”, si conferma la mia convinzione: che è sempre meglio leggere prima il libro che del resto è la base di partenza. Qui le due versioni si completano e arricchiscono a vicenda. In questo caso almeno la versione cinematografica sicuramente aiuta l’immaginazione solleticata dagli scenari e dalle caratterizzazioni dei personaggi solo accennati sulla pagina scritta con rappresentazioni concrete e perciò più apprezzabili.

Il risultato è godibilissimo, una storia mai monotona e che rimane…

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Intrighi d’amore a Villa Roseburn

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villa-roseburnRomina Angelici nel suo romanzo d’esordio Intrighi d’amore a Villa Roseburn (collana Love, 2016) rivisita con garbo i romanzi Regency che tanto hanno appassionato le lettrici di ogni tempo e che continuano a esercitare un fascino particolare ancora oggi. Chi ha amato Darcy e Lizzy di Orgoglio e Pregiudizio sa bene che  Jane Austen ci ha insegnato a  non dare per scontato nulla e che talvolta il destino ha un inaspettato senso dell’ironia. Come non sorridere, del resto, leggendo le avventure delle eroine di Georgette Heyer, forse una delle migliori eredi della Austen? Nel romanzo di Romina Angelici questi elementi non solo si coniugano in una elegante cornice ma si accompagnano alla tradizione austeniana con estrema cura nei dettagli, nelle ambientazioni e nell’elegante tratto dell’autrice, rispettando la tradizione e le atmosfere che la Austen ci ha fatto amare.

Nell’augusta dimora di Lady Olivia Roseburn, a Londra, l’arrivo di Miss Trouble, il cui nome è tutto un…

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Una piccola libreria molto speciale di Ellen Berry N&C

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Una madre che se ne va, tre figli molto diversi tra loro, una vita che sta scorrendo via troppo velocemente perché Della, la protagonista di questa storia che profuma di libri e di cucina, non si domandi che cosa sta facendo della sua opportunità.

La risposta le arriva inaspettatamente dalla collezione di libri di cucina, con i loro titoli improbabili e fantasiosi, che sua madre ha lasciato, ognuno dei quali reca tra le sue pagine l’odore o l’impronta di un ricordo dell’infanzia quando la mamma dimostrava il suo amore per loro cucinando qualche succulento manicaretto o sperimentandone di curiosi nuovi.

Da un senso di nostalgia indistinta alla presa di consapevolezza che in quei libri è nascosto il suo riscatto, è un attimo: Della inizia a fare in modo che diventi una meravigliosa realtà e non accetta consigli pessimistici o negativi avvertimenti: apre Una piccola libreria molto speciale, “La libreria…

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